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La strategia del premier

Letta, il piano per durare fino al 2015

Il premier da Napolitano: chiederà la fiducia in Parlamento prima del 4 ottobre. E se dovesse andargli male...

Enrico Letta

Enrico Letta visto da Benny

Enrico Letta torna dall'America e sale al Colle. Vuole incontrare Napolitano per trovare una via d'uscita dalla nuovo stallo in cui si trova il suo governo dopo che proprio mentre lui era negli States è arrivata la bomba delle dimissioni dei parlamentari azzzurri. "L'Italia è stata umiliata", ha ripetuto da New York. Ed è stato un susseguirsi di telefonate e di sms per Letta in costante contatto con Roma dove, soprattutto Dario Franceschini lo teneva aggiornato sull'evoluzione della situazione politica italiana. Ed è cosi che con il passare delle ore ha preso corpo la strategia del premier. Il primo passo è quello di chiedere immediatamente la fiducia in Parlamento in modo da avere respiro fino al 2015.

Le altre strade - Secondo i lettiani il Pdl cederà e voterà la fiducia ma non avendo la certezza assoluta su questo esiste quello che il quotidiano Repubblica chiama un piano B. Un piano che parte dal presupposto che il Pdl si spacchi e che "si formi un gruppo autonomo, embrione del futuro Ppe italiano in grado di tenere in piedi il governo anche al Senato". A questo progetto pensano un paio di ministri moderati, si parla anche di Quagliriello, Casini e Monti aiutati dal titolare della difesa Mario Mauro". Insomma, non ci si affiderebbe ai singoli trasnsfughi del Pdl, ai singoli senatori berlusconiani ma si lavora per costruire un progetto politico alternativo a Forza Italia. Un progetto, questo, che richiede tempi lunghi e che non aiuterebbe nell'immediato ad uscire dall'empasse. Ed ecco che si materializza il terzo scenario. Napolitano chiederà di modificare la legge elettorale con un decreto che introduce le preferenze e toglie la soglia per il premio di maggioranza". In questo caso il ragionamento che fanno i lettiani è questo: chi nel Pdl raccoglie le preferenze sul territorio potrebbe sentirsi più grarantito per le rielezione e quindi mollare Berlusconi. Un'altra strada è quella che indica Mario Mauro in un'intervista a Repubblica e porta direttamente ai grillini. "Se qualcuno cercherà di far saltare ancora il governo, io farò di tutto per trovare ancora una maggioranza". E sui cinques Stelle: "Se stiamo ai temi e alle azioni finora portati avanti uin Parlamento dal Movimetno 5 Stelle, ci rendiamo conto che ci siamo fermati al 'vaffa'. Ma come dicevo l'Italia è nei guai e questo impone di aprirsi a tutti". 

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Commenti all'articolo

  • Romano_1939

    27 Settembre 2013 - 19:07

    Un saluto a te unghianera per il meraviglioso commento . Congratulizioni sia per il giusto argomento trattato ed il modo semplice con il quale è stato

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  • 19gig50

    27 Settembre 2013 - 16:04

    La prima porta a casa, la seconda è una strada chiusa e la terza si ricongiunge con la prima.

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  • gangisalvo38

    27 Settembre 2013 - 13:01

    A cosa servono i senatori a vita con stipendi da nabbabi senza alcuna presenza al senato, convocati solo x votare senza sapere x cosa, non è forse uno sperpero della casse dello stato?

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  • wilegio

    wilegio

    27 Settembre 2013 - 13:01

    Comunque non capisco la frase "...introduce le preferenze e toglie la soglia per il premio di maggioranza" Ma togliere cosa? Il problema è proprio quello: non esiste una soglia minima per il premio di maggioranza! Come al solito poche idee ma confuse. Di certo il pdl non sarà in grado di dare o togliere la fiducia se questa sarà posta "prima" del pronunciamento sulla decadenza di Berlusconi. E se letta non capisce questo, è proprio poco intelligente.

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