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Il ritratto

Decadenza Berlusconi, decisiva la montiana Lanzillotta

Linda Lanzillotta

Linda Lanzillotta

La Giunta per il regolamento ha deciso per il voto palese sulla decadenza di Silvio Berlusconi. L'esito del voto al limite: 7 favorevoli e 6 contrari. Un senatore è stato decisivo: Linda Lanzillotta, montiana ed ex ministro dell'ultimo governo Prodi, si è accodata al Partito democratico e ai 5 Stelle sostenendo la necessità di dover votare alla luce del sole sebbene il regolamento prevedesse altro. A lei, insomma, è toccato il compito di vendicare Mario Monti: l'ex premier ha avuto giorni convulsi, ha lasciato la presidenza di Scelta Civica e si è tolto parecchi sassolini dalle scarpe. Monti se l'è presa con Pierferdinando Casini e con Mario Mauro, con tutti i centristi che avrebbero voluto rispettare le regole e trattare la decadenza del Cavaliere come è sempre stato fatto, votando a scrutinio segreto. E ha puntato il dito anche contro il Cav, affermando che è impossibile qualunque alleanza con un Pdl non "depurato" dal suo leader.

Ministro - La Lanzillotta prima di arrivare alla corte del Prof ha girovagato nei meandri della politica italiana. Da giovanissima era militante del gruppo filo-maosta dell'Unione dei Comunisti Italiani poi si è imborghesita ed ha vestito i panni della parlamentare socialista. Non contenta ha aderito alla Margherita ed è stata di nuovo eletta alla Camera e premiata da Romano Prodi con un ministero: Affari regionali e autonomie locali. Nel 2009 ha voltato le spalle al Pd ed ha seguito Francesco Rutelli in Alleanza per l'Italia. Dopo il caos nato dall'affaire Lusi si è lavata le mani ed ha abbandonato anche Rutelli. Era tranquilla perché sapeva di poter contare su una nuova scialuppa di salvataggio: il prof bocconiano Monti. 

Altri componenti - Insieme a lei che oggi ha mostrato lealtà a chi l'ha riportata in Senato, altri sei senatori hanno votato contro Silvio: Luigi Zanda, Francesco Russo, Anna Finocchiaro del Pd; Maurizio Buccarella e Vincenzo Santangelo del M5S; Loredana De Petris di Misto-Sel. A voler rispettare le regole, invece, c'erano quelli del Pdl: Anna Maria Bernini, Donato Bruno e Francesco Nitto Palma. Insieme a loro tre anche Karl Zeller del SVP e Mario Ferrara di Gal e Roberto Calderoli della Lega Nord. Il presidente della Giunta è Piero Grasso che però, secondo prassi, non ha partecipato al voto.

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • afadri

    05 Febbraio 2014 - 18:06

    Certo che da ex-maoista ad oggi la "ragazza"ne ha fatto di strada. Tuttavia qualche preoccupazione esiste.

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  • operalnero

    02 Novembre 2013 - 18:06

    Quelle come la signora in questione le lascio a te,attenzione a qualche brutta malattia che potrebbe rifilarti.

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  • Gio46

    01 Novembre 2013 - 18:06

    Ha già un posto assicurato nel Pd sponda Renzi!

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  • savj

    01 Novembre 2013 - 09:09

    Titolo azzeccatissimo, ma rivela quanta poca nobiltà ci sia in quell'uomo.

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