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Verso il voto

Legge elettorale, cosa succede dopo la Consulta

Legge elettorale, cosa succede dopo la Consulta

Ora ci sono anche le motivazioni, della sentenza con cui la Corte costituzionale ha giudicato incostituzionale il Porcellum. E, vista la scadenza fissata al 27 gennaio per l'inizio della discussione della nuova legge elettorale in Parlamento, il tempo stringe. In teoria, se si andasse al voto senza riformare il sistema elettorale, resterebbe in vigore un proporzionale puro, senza premio di maggioranza e ma con la preferenza al posto delle liste bloccate. Un sistema che però non accontenta nessuno: il giorno dopo del voto non sarebbe possibile identificare un vincitore, con il rischio di nuove larghe intese.

Per questo il punto che mette d’accordo le forze parlamentari resta l’esigenza di modificare la normativa. Ma verso quale modello? Secondo renziani e berlusconiani le motivazioni della Consulta spingerebbero in direzione del sistema iberico. Ne sarebbero prova le motivazioni della sentenza, che ammettono preferenze e listini fissi con pochi candidati proposti all’elettore. Sul doppio turno di coalizione convergerebbero Ncd e anche i governativi del Pd. Per Gaetano Quagliarello sarebbe questa l’unico sistema possibile, date le condizioni dettate dalla Consulta. Il motivo? Sia il Mattarellum che il sistema spagnolo, nella formula renziana, prevedono un premio di maggioranza ulteriore del 15% "che renderebbe ipermaggioritari sistemi già maggioritari". E la Corte ha invece confermato tra le sue prescrizioni proprio la ragionevolezza del premio.

Intervistato dal Corriere della Sera, sulla questione è intervenuto anche Luciano Violante, secondo cui "né con il Mattarellum né con lo spagnolo c’è la possibilità di ottenere maggioranze stabili di governo", considerato il sistema tripolare. Resterebbe poi un aspetto tecnico: "Se si adottasse il Mattarellum le circoscrizioni attuali sono illegittime perché non sono state più aggiornate dopo ben tre censimenti della popolazione. Devono essere aggiornate per legge all’ultimo censimento. Con lo spagnolo bisogna rifare tutti i collegi ritagliandoli molto piccoli. Secondo me resta veramente praticabile solo la proposta del cosiddetto sindaco d’Italia".

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Commenti all'articolo

  • blu521

    14 Gennaio 2014 - 19:07

    E' bravo a cercare le definizioni lei. Ora si rilegga il suo commento alla luce di quello cha appena scritto. Se non vi trova discrepanze ha bisogno di uno psichiatra, ma che sia bravo mi raccomando. A meno che non abbia capito nemmeno quello che ha scritto. Ha ragione non ho nessuna infarinatura di diritto costituzionale: 40 anni di professione non l'avrebbero consentito (l'infarinatura). Bananas a perdere

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  • arwen

    14 Gennaio 2014 - 18:06

    Costituzione: "La costituzione è l'atto normativo fondamentale che definisce la natura, la forma, la struttura, l'attività e le regole fondanti di un'organizzazione o di uno stato...è un corpo di leggi fondamentali prodotte dalla sovranità del popolo". Legge elettorale "...è la legge (talvolta anche ordinaria) che definisce il sistema elettorale e l’insieme delle regole che si adottano in una democrazia rappresentativa per trasformare le preferenze o voti espressi dagli elettori durante le elezioni in seggi da assegnare all'interno del Parlamento o più in generale di un'assemblea legislativa.....". Caro blu521, l'gnoranza non è un reato, ma la mancanza di coscienza della propria inadeguatezza embè, si! Continui a cercare nello specchio che prima o poi il bananas che è in lei farà capolino.

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  • arwen

    14 Gennaio 2014 - 18:06

    Caro, come sempre ella non si smentisce. Nn solo nn riesce a decriptare la lingua italiana che, e lo comprendo, per chi è più abituato a urlare, berciare e insultare, deve essere un gran bel rebus ma, noto con dispiacere, che nn ha alcuna infarinatura di diritto costituzionale. Allora carissimo le verrò in soccorso, x pura carità cristiana. Le leggi elettorali sono solo modalità utilizzate in democrazia per contare i voti e assegnare i relativi seggi in parlamento. Nn sono le leggi elettorali a definire la forma di governo e nn sono le leggi elettorali a far funzionare o meno un governo. Piuttosto è l'assetto costituzionale che una nazione, o meglio, un popolo si dà, che definiscono la struttura dello stato. Ora riformare compiutamente, vuol dire rielaborare l'architettura costituzionale del paese che in 70 anni nn ha mai funzionato, nonostante le continue riforme elettorali. X il resto, amico mio, come sempre lei insulta ma nn dice nulla. Se cerca un bananas guardi nello specchio.

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  • blu521

    14 Gennaio 2014 - 14:02

    Potrebbe sempre capitare l'altro genio: raidenbcd

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