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Ruby ter, Berlusconi indagato per corruzione dei testimoni

Il Cav risulta iscritto a registro insieme ai suoi legali dalla Procura di Milano

Lucia Esposito
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Corruzione in atti giudiziari. Con questa accusa Silvio Berlusconi e i suoi legali Niccolo Ghedini e Piero Longo sono stati indagati a Milano: in tutto sono 45 gli iscritti a registro.  L'inchiesta è una costola del processo Ruby e nasce perché secondo l'accusa il Cav e i suoi legali avrebbero corrotto alcuni testimoni. La notizia di una possibile iscrizione del Cavaliere era nell'aria da alcuni giorni e, come sempre quando c'è di mezzo lui, quello che sorprende è il tempismo con cui arrivano le decisioni dei giudici. Sarà anche solo una coincidenza ma colpisce che la decisione sia arrivata qualche giorno dopo l'accordo con Renzi sulla legge elettorale. E così a far saltare l'accordo più che la maretta all'interno del Pd, più che l'opposizione dei partitini, potrebbe essere proprio la decisione dei giudici. L'iscrizione a registro di Silvio potrebbe mettere a repentaglio l'intesa raggiunta con il segretario del Pd finito del mirino dei suoi colleghi di sinistra per aver fatto accordi con un "condannato". Ora che è indagato per aver corrotto dei testimoni, la situazione si complica per il rottamatore. Il Cav era in qualche modo pronto ad accogliere questa notizia. Come dire, se lo aspettava. Il 10 aprile è fissata l'udienza del Tribunale di Sorveglianza di Milano che dovrà decidere sui servizi sociali ma alla luce del nuovo risvolto giudiziario, con Berlusconi indagato, potrebbero anche decidere misure restrittive se dovessero ritenere che c'è il rischio di reiterazione del reato. Lo spettro degli arresti domiciliari si fa così sempre più concreto.  I 45 indagati - C'è anche Ruby fra gli indagati nel nuovo capitolo dell'inchiesta con al centro le feste ad Arcore. Inoltre ci sono tutte le ragazze che hanno percepito un bonifico mensile di 2.500 euro che sarebbe stato loro versato, secondo la tesi espressa nelle sentenze Ruby e Ruby bis, per testimoniare a favore del Cavaliere. Nelle motivazioni di quei verdetti, i giudici avevano ricordato come nella riunione del 15 gennaio 2011, successiva alle perquisizioni scattate nei confronti delle "Olgettine", Berlusconi aveva convocato ad Arcore una riunione alla quale parteciparono i suoi avvocati, Ghedini e Longo, con tutte le ragazze per parlare dell'inchiesta in corso. Proprio dopo quell'incontro, avevano considerato i giudici nelle motivazioni del processo che ha portato alla condanna di Fede, Minetti e Mora, tutte le ragazze avevano iniziato a percepire la somma di 2.500 euro. Tra gli indagati di Ruby ter ci sono anche i parlamentari Valentino Valentini e Maria Rosaria Rossi, il giornalista Carlo Rossella e il funzionario della questura, Giorgia Iafrate, che affidò Ruby a Nicole Minetti la notte fra il 27 e il 28 maggio quando Berlusconi chiamò in questura. Giustizia ingiusta - "Quello della giustizia è davvero uno dei primi problemi del Paese. Un problema che investe tutti gli ambiti della nostra vita: dalle libertà fondamentali, alla rappresentanza democratica, all'economia". Lo ha scritto Silvio Berlusconi in un messaggio letto all'XI Incontro Internazionale di Giurisprudenza organizzato dal presidente dell'Associazione interparlamentare di amicizia Italia-Brasile,  Domenico Scilipoti  e  diffuso poco dopo la diffusione della notizia dell'iscrizione a registro.  "E questo sistema mina dal profondo ogni aspetto del nostro vivere civile. Chiunque abbia avuto a che fare con un tribunale sa di cosa parlo", ha aggiunto.   "Hanno il coraggio di chiamare tutto ciò giustizia! In ogni aula di tribunale c'è una scritta: 'La legge è uguale per tuttì. Nell'Italia di oggi potremmo tranquillamente dire: 'la legge è ugualmente ingiusta per tutti i cittadinì", ha spiegato.Ha poi concluso: "Sono qui e resto qui. Resto in campo, più convinto che mai di dover combattere fino alla fine per   veder prevalere quello in cui credo profondamente". 

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