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Il responso del Colle

Consultazioni, Napolitano a Renzi: "Ti serve serenità"

Napolitano e Gianni Letta

Il presidente Giorgio Napolitano e, sullo sfondo, Gianni Letta

Le consultazioni sono terminate. Le delegazioni dei partiti hanno incontrato il presidente della Repubblica e hanno espresso le loro posizioni. Dopo un rapido giro di colloqui la sensazione che si ha è che Renzi abbia fatto i conti senza consultare l'oste. Di fatto Matteo non può andare avanti a colpi di slogan. Per governare servono i voti. E servono soprattutto se si entra in corsa sostituendo un premier dimissionario come Enrico Letta. Adesso la situazione è abbastanza complicata. Non tutti sono disponibili a salire sul carro del segretario.

I dubbi di Alfano -
Il primo a fermare la corsa di Matteo verso palazzo Chigi è Angelino Alfano che subito dopo l'incontro con Napolitano ha affermato: "Ncd è pronto ad affrontare una nuova fase - dice Alfano - Ma avendo incontrato il Capo dello Stato prima del suo incontro col Pd, è chiaro che noi ci aspettiamo una assunzione di responsabilità con una indicazione chiara da parte del Pd". Poi la bordata: "Non si fa un governo nel giro di 48 ore". Insomma gli alfaniani chiedono poltrone di governo e non vogliono diventare un elemento marginale del governo del rottamatore. Alfano punta a tenere gli Interni e la carica di vice-premier e così con Renzi il braccio di ferro potrebbe durare a lungo.

Il no di Vendola - Dopo i colloqui sono arrivate anche le chiusure nette di Sel e dei vendoliani: "Il sostegno ad un governo Renzi? É pura fantapolitica, mai esistita l’ipotesi. Il nostro giudizio è negativo. L’iniziativa di Renzi ha portato uno spostamento a destra del Paese, con la resurrezione di Silvio Berlusconi nella vita politica", ha affermato Vendola. Insomma Sel si defila e lascia a Renzi un esecutivo che guarda verso il centro. Ma a preoccupare di più è la totale assenza di un programma di governo da parte del rottamatore.

Il programma di Silvio - Concetto questo sottolineato anche da Silvio Berlusconi: "Renzi finora non ha mostrato alcun programma. Si parla di un governo Renzi ma io di proposte non ne vedo. Noi come Forza Italia saremo all'opposizione, un'opposizione responsabile". Il Cav ha anche dato qualche consiglio al rottamatore quasi suggerendogli il programma: "Bisogna abbassare la pressione fiscale, quella burocratica e riformare la giustizia". Renzi finora tace. Il suo programma non è chiaro. Dovrà comunque deciderlo e sottoscriverlo con gli alleati di governo. Finchè non verrà decisa la linea del programma, Renzi va al buio.

Il parere di Napoltano -
 E ad accorgersi della confusione che regna sovrana nella testa del rottamatore è pure Giorgio Napolitano che dopo le consultazioni ha affermato: "Ora ci sia spazio e serenità per chi avrà l’incarico di formare il nuovo governo, e tutto il tempo necessario per gli approfondimenti delle intese". Insomma il nodo da sciogliere è proprio quello delle intese e del programma. In questo giorno e mezzo, ha detto il capo dello Stato, "tutte le delegazioni si sono impegnate indicando temi e priorità. Oggi è stata una giornata interessante, ricca di stimoli, che trasmetterò a chi avrà l’incarico".

Rischio altissimo
- Re Giorgio dunque parlerà con Renzi delle richieste dei partiti e spetterà a Matteo trovare la quadra. Nel Pd Civati e Casson avvisano già il futuro  premier: "Senza programma non votiamo la fiducia". A palazzo Madama la partita di Matteo sarà difficilissima. La sua maggioranza oscillerebbe da un massimo di 171 (come per Letta) a un minimo di 165, quattro voti in più della soglia di sicurezza. I civatiani al senato sono sei e le imboscate sono dietro l'angolo. Per ora di questo governo Renzi c'è solo "Renzi". Di idee e programmi nemmeno l'ombra. E questo caos ha poco di "innovativo". Ha il sapore della prima Repubblica. Tra domani e lunedì (al più tardi martedì) Renzi riceverà l'incarico. Ma nessuno ancora sa cosa voglia fare per il Paese. 

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