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L'indagine di Don Fernando Cornet: "Ratzinger impedito, Bergoglio antipapa"

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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Benedetto XVI fu posto dalla convocazione di un conclave abusivo e illegittimo in sede impedita. Bergoglio è così divenuto un antipapa. Stavolta non è la solita affermazione dello scrivente – che avrete sentito ripetere ad nauseam - bensì le conclusioni dell’attento studio di don Fernando Maria Cornet “HABEMUS ANTIPAPAM? Indagine in onore della Verità” Edizioni del Faro, Trento, 2023.

Il reverendo italo-argentino, incardinato nella Diocesi di Sassari, conosce almeno 6 lingue, ha due lauree e al suo attivo numerose pubblicazioni; è stato professore di Patristica nel Seminario Maggiore Santa Maria Madre di Dio della Diocesi di San Rafael (Mendoza) e docente di Filosofia nell’istituto universitario statale I.T.S.A.S.I. della stessa città.

Gli abbiamo chiesto la cortesia di produrre una sintesi del suo studio, e il reverendo ha molto gentilmente – e coraggiosamente – accettato.

E’ possibile che presto incorrerà in sanzioni canoniche, ma il suo vescovo dovrà giustificarle, rispondendo punto per punto alle argomentazioni del sacerdote che convalidano in modo totale i risultati finali dell’inchiesta “Codice Ratzinger” (Byoblu ed. 2022).

Scrive don Fernando:

“Questo volume è “un’attività sistematica di indagine, volta ad appurare la verità intorno a fatti determinati”, segnala il Dizionario Oxford Languages. Quest’attività, a differenza di altre procedure conoscitive, non parte da Tesi da dimostrare, ma si domanda su fatti o questioni non chiare, cerca indizi e prove che aiutino a comprenderli, li analizza, interroga o si interroga su testimoni o persone informate dei fatti, e poi si confronta col materiale raccolto, formulando alla fine delle ipotesi conclusive che rendano chiaro ciò che prima era oscuro, che offrano una risposta alla o alle domande formulate, che portino a spiegazioni o conclusioni soddisfacenti sui fatti in questione. Queste risposte o conclusioni saranno alla fine plausibili oppure determinanti, a seconda del materiale raccolto e analizzato durante la procedura investigativa.

       Il fatto da cui parte quest’Indagine è la compresenza di “Due Papi”, e cioè Benedetto XVI e Francesco I. La dottrina cattolica insegna che non è possibile che ci siano contemporaneamente e validamente due che affermano essere Papa: o l’uno è il vero e unico Successore di San Pietro e l’altro un Antipapa, o entrambi non sono legittimi Sommo Pontefice. Tertio non datur. Da qui la necessità di approfondire su quanto è accaduto dal 11/02/2013.

       Il libro è diviso in tre capitoli o parti ben definite. La prima parte analizza in profondità la Declaratio di Benedetto XVI. E l’approccio al Testo è stato innovativo rispetto a quanto finora si era fatto. In effetti, basandosi sulle procedure e sui principi stabiliti dalla scienza linguistica, le analisi del testo e del paratesto, della fraseologia, della semantica, delle risorse stilistiche e fonti, ecc., hanno permesso di concludere in modo chiaro e oltre ragionevole dubbio, che siamo di fronte a una semplice DICHIARAZIONE, vale a dire ad un Atto puramente Comunicativo.

       L’agire umano riconosce tre fondamentali passaggi – anche se il secondo, per vari motivi, potrebbe non essere presente –: 1) prendere una decisione su qualcosa; 2) comunicarlo ad altri; 3) attuare la decisione presa e comunicata ad altri. Con la Declaratio, Papa Benedetto ha condiviso con altri UNA DECISIONE PRESA senza che però ci sia il minimo cenno di eseguirla, solo di farla sapere ad altri. Qual è questa decisione presa? Ha deciso di Rinunciare. Qual è l’oggetto della Rinuncia a cui si riferisce? Il Ministerium. Si può separare volontariamente il Munus dal Ministerium, rinunciando al secondo e conservando solo il primo? Non è teologicamente possibile, ed un tale atto, se eseguito, è canonicamente invalido e illegittimo e nullo. Per questo aveva deciso di Rinunciare Parzialmente al Ministerium. E l’accurata analisi del Testo conferma che ciò è corretto, anzi.

       Papa Benedetto, per spiegare la differenza reale fra Munus e Ministerium nel Papato, si rifà a uno dei principi cardini della filosofia aristotelico tomista citando San Tommaso d’Aquino: “La natura è l’essenza in quanto principio di operazione”, per cui non solo si distinguono atto e potenza, essenza ed esistenza, natura e operazioni, ma anche Munus e Ministerium, e di quelle che sono le quattro operazioni (= Ministerium) del Munus, Lui annuncia che ha deciso di rinunciare solo a due. Ed è qui che la Linguistica fa notare la differenza fra l’Atto Comunicativo (la “Dichiarazione = Declaratio”) e l’Atto Operativo (Rinunciare): Lui annuncia, comunica, condivide con altri, fa conoscere ad altri la decisione presa, ma non la rende operativa, perché si ferma al secondo dei passaggi sopracitati. Cosa serviva perché ci fosse una vera e propria rinuncia, un atto operativo? Che effettivamente rinunciasse o nel momento in cui leggeva la sua Declaratio o in seguito con una conferma scritta e davanti a testimoni, in modo che non ci siano dubbi su quanto avvenuto. Ma tutto questo NON E’ MAI ACCADUTO.

      In questa prima parte del libro, oltre alla Declaratio, vengono analizzate tutte le dichiarazioni e interventi di Benedetto XVI dall’11/02/2013 fino alla fine della sua vita, anzi fino alla sua testimonianza postuma che riporta  nella Prefazione del suo ultimo libro “Che cosa è il Cristianesimo. Quasi un testamento spirituale”, Mondadori, Milano, 2023, p. 3:

  «Quando l’11 febbraio 2013 annunciai le mie dimissioni dal ministero del successore di Pietro, non avevo piano alcuno per ciò che avrei fatto nella nuova situazione».

      Tutte queste dichiarazioni e testimonianze di Benedetto XVI non fanno che confermare che con la Declaratio NON HA ABDICATO al Papato (al Munus), NON HA RINUNCIATO al solo Ministerium, NON HA RINUNCIATO nemmeno parzialmente al Ministerium, ma solo HA COMUNICATO LA DECISIONE DI RINUNCIARE parzialmente al Ministerium. Ma una tale dimissione, sebbene in modo così solenne fosse stata solo annunciata, non si è mai avverata perché il 01/03/2013 fu convocato un Conclave abusivo e illegittimo che LO HA MESSO in SEDE IMPEDITA.

      Né il Codice di Diritto Canonico (particolarmente il Canone 332 §2) né l’Universi Dominici Gregis (particolarmente i numeri 76-77) di San Giovanni Paolo II sono stati rispettati. Anzi, sin dal principio si è potuto documentare accuratamente che ci fu la volontà di alcuni di far passare la Declaratio per un’Abdicatio al Papato, e per ottenerlo ci furono: traduzioni volutamente sbagliate, manipolazioni di Documenti Ufficiali della Sede Apostolica, aggiunta di Sottotitolo fuorviante alla Declaratio di Benedetto XVI, false testimonianze, false dichiarazioni, false prove, distruzione di Documenti Ufficiali, pesanti sanzioni – senza processo – a chi avesse osato negare o semplicemente dubitare della “abdicazione” di Benedetto, o della legittimità di Francesco come Papa. Finora non sono state offerte né prove della legittimità di Francesco come Papa né argomenti seri e ragionevoli che contraddicano coloro i quali hanno dubitato o negato Francesco I: Avv. Estefanía Acosta, Dott. Carlo Maria Pace, Dott. Antonio Socci, Dott. Andrea Cionci, Don Alessandro Minutella, Prof. Antonio José Sánchez Sáez, Prof. Diego Fusaro, ecc.

      L’indagine richiedeva anche la considerazione di come sia stato possibile arrivare ad una tale situazione E perciò, nella seconda parte del libro, vengono analizzati due fattori che avranno su questa faccenda un notevole influsso: la Massoneria e la Mafia di San Gallo.

       Del piano massonico d’infiltrarsi nella Chiesa Cattolica, sin dalla seconda metà del XIX numerosi autori avevano messo in guardia e avevano fornito anche prove che tale esecrabile situazione si stava verificando. Dall’analisi delle opere pubblicate dall’abate francese apostata Paul Roca a fine ‘800 sappiamo persino obiettivi e contenuti di quel piano di penetrazione: lo scopo era non solo raggiungere la Gerarchia ma alla fine anche il Trono di Pietro, affinché l’agenda massonica sia pienamente attuata nella Chiesa. Quali contenuti già allora gridava ad alta voce l’apostata Roca? Eccoli: sacerdozio femminile; abolizione del celibato; preti sposati; divorzio e seconde nozze legittime in Chiesa per i divorziati; Comunione ai divorziati e risposati; annullamento del Sacrificio Eucaristico e della nozione stessa di Sacrificio; preti solo operatori sociali; dimenticanza dell’eternità e concentrarsi solo sulla felicità terrena; riabilitazione del demonio e degli “eretici”; negazione dell’inferno e del peccato; guerra ai preti “conservatori” e favoreggiamento dei preti “progressisti”; fratellanza universale, “ecumenismo” egualitario ed un’unica religione universale, in cui la Chiesa è alla pari delle altre, anzi impara da esse; la Sinarchia – senza dimenticare alcuni postulati assolutisti: negare la divinità di Cristo; negare la Rivelazione e l’Ordine Soprannaturale; divinizzare l’Uomo ed esaltare la “Civiltà Moderna” –. A ciò si aggiungerà più tardi altro che il Roca aveva solo insinuato: l’eutanasia, il controllo della natalità, e la legittimità della sodomia, anzi la necessità del suo esercizio ritenuto divinizzante e iniziatico ai più alti misteri. Curiosamente, questa sarà la stessa agenda dei modernisti, e di una frangia dei gesuiti che si avvicinerà e poi si metterà “ufficiosamente” in contatto con la massoneria, cercando convergenza e intesa fra la Chiesa e la Massoneria – per esempio Hermann Gruber SJ, G. Berteloot SJ, Michel Riquet SJ, Agostino Bea SJ, ecc. –. Alla base dottrinale di tutto questo comparirà la dialettica e l’evoluzionismo di W. F. Hegel e l’esistenzialismo di Martin Heidegger, presenti anche nel pensiero teologico di Karl Barth. A queste fonti – Hegel. Heidegger, Barth – attingeranno abbondantemente Teilhard de Chardin SJ, Karl Rahner SJ, Bernard Häring SJ e Hans Küng. All’agenda massonica, anzi alla massoneria stessa occorrerà vincolare un elemento considerato essenziale: lo gnosticismo, la cui più oscura e profonda dottrina porta alla divinizzazione di satana e al suo culto idolatrico. Obiettivo reale dunque di tale agenda? La distruzione della Chiesa Cattolica, della sua dottrina, del suo culto, della sua finalità soprannaturale, e l’instaurazione del regno di Satana col culto idolatrico all’angelo caduto.

      La “Mafia di San Gallo” fu, nel 2015, pubblicamente confermata e così nominata da uno dei suoi membri, il cardinale belga G. Danneels. L’ottima indagine di Julia Meloni (“La Mafia di San Gallo”, Fede e Cultura, Verona, 2023) è riuscita non solo a individuare i membri più importanti di questo “Club” ma anche la loro agenda da portare avanti, proprio grazie alla raccolta delle loro stesse dichiarazioni e testimonianze pubbliche. E suscita davvero spavento costatare che la loro agenda è sostanzialmente identica a quella del modernismo pre e post conciliare, anzi uguale a quella dell’apostata Paul Roca e della stessa massoneria. Peggio ancora, è sostanzialmente identica all’agenda portata avanti dal 2013 fino ad oggi da Bergoglio. Coincidenze? Niente affatto. Nel libro si riesce a documentare gli elementi e i vincoli che accomunavano i membri di tale Mafia, gli stessi che peraltro saranno presenti in Jorge Mario Bergoglio: massoneria, gesuitismo ad essa vincolato, casi di copertura e/o partecipazione ad abusi sessuali, radici dottrinali identiche (Hegel, Heidegger, Teilhard, Rahner, Küng), proposte “pastorali” identiche (abolizione celibato, preti sposati, approvazione della sodomia, comunione ai divorziati risposati, accoglienza a braccia aperte della “civiltà moderna”, ecc.). Non a caso la Mafia di San Gallo premeva e operava perché rinunciasse Giovanni Paolo II, poi perché non venisse eletto Joseph Ratzinger ma al suo posto Jorge Mario Bergoglio, e infine perché rinunciassi Benedetto XVI e al suo posto fosse finalmente eletto il cardinale Bergoglio.

      Proprio ad analizzare la figura, la prassi e la dottrina di Bergoglio il libro dedica un ampio spazio. E davvero sconvolgente risulta la mole di documentazione e testimonianze che attestano l’inabilità e non idoneità del personaggio per diventare un consacrato, un sacerdote, un vescovo e poi papa, la sua convergenza con la massoneria e lo gnosticismo presente in lui. Anzi, fa davvero tremare scoprire la possibilità che Jorge Mario Bergoglio non sia mai stato ordinato Diacono, il che potrebbe persino portare a considerare le susseguenti Ordinazioni sacerdotali e episcopali non solo illecite ma anche invalide!

       Un ultimo aspetto che si analizza e documenta accuratamente – oltre che la sua nullità e la sua invalidità perché il Papa non era morto né abdicatario –  è l’irregolarità della Convocazione del Conclave secondo la Norma Nonnullas di Benedetto XVI, e poi le irregolarità commesse durante il suo svolgimento contro quanto stabilito dall’Universi Dominici Gregis. Insomma, l’impianto «Francesco Papa» non regge: 1) perché Benedetto XVI non ha abdicato; 2) perché il Conclave è stato irregolarmente convocato; 3) perché il Conclave si è svolto in modo irregolare. Una tale proposta – «Francesco I è Papa legittimo» –, che sa più di mistificazione che di realtà, non può assolutamente essere sanata né validata in alcun modo.

      La terza e ultima parte del libro analizza, alla luce del Diritto Canonico, tutte le conseguenze a cui porta dover dichiarare Bergoglio un Antipapa, sia riguardo al suo “magistero” sia poi alle sue direttive pastorali, cose queste da annullare assolutamente. Anzi, si considera anche la terribile situazione venutasi a creare con la nomina abusiva, illegittima e invalida non solo di cardinali ma anche di nuovi vescovi, e la drammatica conseguenza che comporterà per la Chiesa dover riorganizzarsi e purificarsi dopo questo spaventoso tsunami canonico, dottrinale, morale e pastorale generato dall’Usurpazione del Trono di Pietro”.

 

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