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Ricchi e sinistra

Università e raccomandati: lo scandalo dei "moralizzatori" anti-Trump

14 Marzo 2019

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Università e raccomandati: lo scandalo dei "moralizzatori" anti-Trump

I protagonisti incriminati per frode nello scandalo delle ammissioni fraudolente ad alcuni dei colleges piu’ prestigiosi d’America sono stati descritti sui media come il “Who’s who” dell’America facoltosa e amorale. Vero. Ma cio’ che non e’ stato sbattuto in prima pagina e’ la perfetta coincidenza tra l’essere disposti a truffare personalmente il sistema in segreto per un tornaconto privato, e il presentarsi in pubblico come modelli di superiore moralita’ politica, aperti sostenitori di Obama e dei Democratici, e fustigatori di Trump.
Cinquanta individui sono stati incriminati, e alcuni arrestati. Trentatre’ sono genitori ricchi che pagavano da decine di migliaia a 6 milione di dollari (per un totale di 25 milioni). Il resto sono funzionari degli esami esterni (SAT e ACT) che falsificavano i test di ammissione innalzando il voto ai candidati, e allenatori che costruivano curriculum sportivi fittizi per farli entrare come atleti di qualita’ che non avevano: tutto pur di dare a rampolli incapaci dei posti che venivano sottratti ad altri meritevoli, visto che nelle universita’ USA di elite c’e’ il numero chiuso.
Al centro della trama c’e’ il consulente William Singer, che ha creato una Fondazione che formalmente doveva fare servizi onesti di assistenza e che serviva invece come sua cassaforte privata con cui pagare i funzionari dei test e gli allenatori corrotti perche’ facessero il lavoro sporco. Ad alimentare il “fondo”, che appariva ‘senza scopo di lucro’, erano i genitori che versavano le somme richieste per il ‘servizio’ e che, vergogna nella vergogna, potevano a fine anno metterle nella dichiarazione dei redditi come contributi di beneficenza. Singer ha confessato tutto, e rischia 20 anni per la truffa. Nessuna universita’ e’ stata coinvolta come parte della truffa, e nessuno studente e’ stato incriminato.
Singer collabora da settembre con l’FBI e il Dipartimento di Giustizia nell’indagine chiamata “Operation Varsity Blues” e ha fatto per ora, pare, solo una parte dei nomi del suo giro. In totale avrebbe “aiutato” 800 ragazzi e ragazze, gran parte ignari della cospirazione dei genitori, a entrare nei colleges desiderati. Quelli resi noti finora sono Yale, Stanford, USC, Georgetown, Ucla (colleges che hanno un tasso ufficiale di “accettati” rispetto al numero di quelli che fanno domanda che va dal 5% di Stanford al 7% di Yale e al 16% delle altre 3). Poi ci sono pure scuole meno prestigiose, ma che erano nel network di Singer: Wake Forest (tasso di ammissione del 28%), Texas Austin (36%) e San Diego (50%). Se un genitore paga e truffa per far entrare il figlio in un college dove normalmente c’e’ il 50% di chance di entrare senza trucco vuol dire che ha proprio una bella stima di lui.
Ecco qualche nome della galleria dei ricchi & amorali, la quasi totalita’ di sinistra.
*Felicity Huffman e’ una attrice molto famosa (protagonista della serie le “Mogli Disperate”) e una abituale finanziatrice dei DEM, da Obama alla senatrice DEM Kamala Harris. In un articolo di fine 2016 appare combattiva e virtuosa sotto il titolo “Ultima star che conferma la sua partecipazione alla Marcia delle Donne di Washington per protestare la Inaugurazione di Donald Trump, appena eletto”. “Andro’ alla marcia con le mie due figlie Sophia Grace di 16 e Georgia Grace di 14”, disse a testa alta. “Sento che questa elezione e’ diventata una questione da femminista. Sento che il meglio di noi sia stato battuto”, aveva pontificato . Era proprio eticamente gia’ matura per costruire un paese migliore, e per dare alle sue bambine l’educazione giusta. A qualunque costo.
*Jane Buckingham, autrice di vari libri tra cui una “Guida per le ragazze moderne in situazioni scabrose”, e’ stata una collaboratrice di Cosmopolitan e un guru del marketing. Nei suoi articoli e testi, dice la pubblicita’ del libro citato, “dispensa sagge soluzioni per le miriadi di piccole problematiche che angustiano la vita con calore, grande umorismo e saggezza impeccabile”. Nello scambio con Singer, finito negli atti processuali, ha detto, non senza ironia: “So che e’ una pazzia… ma io ho bisogno che mio figlio entri alla USC…. E poi ho bisogno che tu trovi la cura per il cancro e che tu faccia la pace in medio oriente”.
*Gordon Caplan, co-chairman dello studio legale Willkie Farr & Gallagher LLP, ha donato a Hillary Clinton e alla senatrice DEM Kirsten Gillibrand.
*Agustin Huneeus e’ un imprenditore vinicolo californiano: ha dato 33mila dollari a Hillary nel 2016, 150mila dollari al Comitato Nazionale Democratico e 66mila a Nancy Pelosi.
*Robert Flaxman, padrone della Crown Realty and Development, ha donato alla campagna di Hillary nel 2016. Essendo un immobiliarista e’ un donatore seriale, e ha contribuito negli anni sia ai DEM sia al GOP (come ha fatto Trump in carriera, peraltro).
*Gordon Ernst, allenatore di tennis alla Georgetown University quando falsifico’ le credenziali di alcuni candidati senza capacita’, e’ tra le persone incriminate. Nella capitale, diciamo che “frequentava bene”. Infatti, e’ stato il trainer privato di tennis di Michelle Obama e della figlia Malia. “Michelle ha un gran rovescio”, disse Ernst al New York Times. Tra il 2012 e il 2018 ha accettato oltre 2,7 milioni in mazzette in cambio dell’inserimento nel team femminile di quel college di almeno 12 studentesse, comprese “alcune che non giocavano a livello competitivo”, e quindi non avevano titolo. Malia e’ ora ad Harvard, e sicuramente nessuno puo’ pensare che abbia avuto qualche implicazione nello scandalo. Con quel cognome non ne aveva certo bisogno. Cio’ che si puo’ dire su Ernst e’ che la familiarita’ e la frequentazione della famiglia Obama non gli ha elevato il carattere etico.

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Glauco Maggi

Glauco Maggi

Giornalista a NYC per Libero, autore di Figli&Soldi (2008), Obama Dimezzato (2011), Guadagnare con la crisi (2013), Trump Uno di Noi (2016). Politica ed economia. Autori preferiti: Hayek, M.Friedman, T.Sowell

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