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Kim Wall, trovata la testa della giornalista morta nel sottomarino. L'orrore nel pc del sospettato

Giulio Bucchi
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Ritrovati gli ultimi, poveri resti di Kim Wall, la giornalista svedese morta in Danimarca a bordo del sottomarino Nautilus. La polizia ha rinvenuto la testa e le gambe della giovane reporter, sul cui corpo orrendamente mutilato c'erano i segni di 15 coltellate al seno e alle parti intime, in un macabro rituale sadico-erotico. L'unico sospettato, accusato di omicidio colposo, è finora il proprietario del sottomarino, l'eccentrico ingegnere e progettista Peter Madsen, che aveva invitato la 30enne a bordo per realizzare un servizio sugli abissi. Secondo Madsen la ragazza sarebbe morta accidentalmente, colpita alla testa da un portellone pesante 70 chili, e lui avrebbe solo provveduto a "seppellirla in mare". Gli ultimi riscontri scientifici però sembrerebbero smentire questa versione: innanzitutto, le tracce di Dna della Wall presenti su unghie, volto e corpo dell'uomo mentre resta avvolto dal mistero l'affondamento del sommergibile, su cui sono stati trovati gli indumenti intimi della giornalista. Sul pc del laboratorio in cui lavora Madsen, inoltre, la polizia ha rinvenuto del materiale scottante: video e immagini di donne torturate, decapitate e bruciate. L'ingegnere si difende sostenendo che a quel pc avevano accesso molte persone.

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