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Napoli, Gino Sorbillo riapre dopo una settimana dalla bomba: bagno di folla davanti alla sua pizzeria

Giulio Bucchi
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«Quella che gli hanno fatto è una bastardata. Sorbillo è il simbolo di Napoli, perciò siamo qui oggi anche noi». Un anziano dall'accento spiccatamente settentrionale ha portato la propria solidarietà a Gino Sorbillo, titolare dell'omonima pizzeria di via Tribunali a Napoli nel giorno della riapertura dopo la bomba che aveva devastato il locale meno di una settimana fa. Nonostante il maltempo una fiumana di gente, napoletani e turisti, ha partecipato alla prima giornata in cui la pizzeria ha ripreso le attività. Ombrelli, pioggia battente e flash di fotografi e cronisti hanno fatto da cornice alla distribuzione di pizze fumanti che Sorbillo ha voluto offrire in segno di riscatto per un'intera città. «C'è una gran voglia di fare rete in questa città - ha detto l'imprenditore - di non affidarsi a nessuno se non alle istituzioni e alle forze dell'ordine. Da Napoli non si deve scappare. Denunciamo - ha detto poi rivolgendosi simbolicamente agli altri esercizi commerciali colpiti dalla criminalità - dimentichiamo l'accaduto e andiamo avanti». Davanti alla famosa pizzeria dei Decumani una folla di turisti arrivati da tutte le città, tra cui Milano, Roma, Torino, Pordenone, che hanno immortalato il momento carico di emozione e voglia di ricominciare. Come ha sottolineato anche l'assessore ai Giovani del Comune, Alessandra Clemente: «A Napoli vogliamo la pizza e non il pizzo. Con il suo operato Gino dà voce alle tante vittime della criminalità con cui noi tutti oggi interrompiamo questi nuovi appetiti criminali. La riapertura di Sorbillo questa mattina è il segno che da parte della nostra città non c'è rassegnazione, ma volontà di riscatto». Tra la folla in via Tribunali anche Mario Granieri, il ristoratore di Forcella a cui il 4 gennaio scorso un gruppo di giovani delinquenti ha esploso quattro colpi di pistola nella porta d'ingresso. di Giuliana Covella

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