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Dagli Usa in Europa

La stanza del gatto: la nuova tendenza per fare felici gli amici felini

14 Gennaio 2019

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La stanza del gatto: la nuova tendenza per fare felici gli amici felini

Il primo è stato Freddie Mercury. Il celebre cantante dei Queen era tanto stravagante e grintoso sul palco, quanto amorevole e affettuoso con i suoi nove gatti, che amava più di ogni altra cosa. Pretendeva di parlare al telefono con ognuno di loro (Tom, Jerry, Oscar, Tiffany, Delilah, Goliath, Miko, Romeo e Lily) tutte le volte che si allontava da casa per andare in tourne. Quando era a Londra li faceva dormire con lui sul lettone. Li trattava come figli, tanto da includerli nel testamento, non come eredi, ma come membri della famiglia da tutelare. E qui risiede il primato di Freddie Mercury: a ogni micio aveva dato una stanza (certo, se lo poteva permettere) per poter giocare, nascondersi e dormire in santa pace lontano dal baccano. Ogni felino è un libero professinista (diceva qualcuno, di cui non ricordo il nome), un solista e un solitario.
L' attenzione di dedicare una camera della propria casa alla propria bestiola oggi è una delle ultime tendenze immobiliari, fortemente sentita a New York. A dispetto degli spazi limitati e dei costi stratosferici, nell' isola dei grattacieli gli amanti degli animali non badano a spese pur di regalare ai loro "figli non biologici" aree attrezzate all' interno degli appartamenti. Cani e gatti si ritrovano in ambienti degni di un principe con letti, divani e poltrone su misura, mensole su tutte le pareti per i mici e zolle di terrra con prato per Fido. Molte aziende hanno già fiutato il business.
Non solo cani e gatti. Hunt Slonem, un artista di Brooklyn, noto per i suoi ritratti umoristici di conigli, ha ricavato nel suo studio a Sunset Park uno stanzone di oltre cento metri quadrati per la sua famiglia di uccelli. Nella voliera alloggiano oltre 60 pennuti, tutti salvati dall' abbandono. Il particolare pavimento, in maioliche importate dal Nicaragua, permette, come spiega il proprietario, di «definire lo spazio e mascherare elegantemente i numerosi bisognini».

Non si bada a spese - C' è chi ha comprato alle proprie bestiole un monolocale in un palazzo di Central Park West. L' attrice Caroline Stern, infatti, sullo stesso piano della sua abitazione, ha messo a disposizione dei suoi tre pappagalli, un gatto e una tartaruga 50 metri quadrati dove vivere in libertà, quando non reclamano la compagnia della padrona. Gli esempi eclatanti non mancano. Un costruttore americano ha speso una fortuna (più di cinquanta mila dollari) per trasformare la sua casa a Goleta, in California, in un paradiso felino. Ora l' abitazione di Peter Cohen è fatta di tunnel, rampe, scivoli e tutto quanto serve per rendere felici i suoi 14 mici. Tutto è cominciato con dei piccoli lavoretti per rendela più sicura, poi l' imprenditore si è lasciato prendere la mano. In verità, Peter aveva portato nell' abitazione, prima delle grandi opere, i suoi due gatti, che purtroppo sono finiti sotto un' automobile sulla strada davanti casa. Questo ha spinto il costruttore a mettere in piedi una sorta di fortino e un luogo che non facesse venire voglia di sgattaiolare fuori.
Dopodiché è andato in un rifugio di animali e ha adottato 14 mici. «Certo, ho speso più di quello che avrebbe fatto chiunque altro. Ma amo troppo le mie piccole tigri e mi sono impegnato per avere una casa bella e un posto sicuro per i miei animali». Senza spingersi così lontano, anche in Europa e in Italia ci sono padroncini disposti a dedicare un vano al proprio animale. Chi ha una casa piccola, ne cerca una più grande pur di avere anche la stanza del cane o del gatto, o di due mici come la sottoscritta. Da quando è arrivato il secondo, è forte la necessità di una loro camera con bagno per le lettiere.
Ritrovarsele tra i piedi mentre si sta entrando nella doccia non è piacevole.

Il parete dell'esperto - «Una famiglia su due vive con un pet, tuttavia negli ultimi tempi sono cambiate le esigenze sociali e la presenza di un animale viene avvertita in modo diverso. E non è affatto una moda la stanza del cane o del gatto, ma un' esigenza, avvertita maggiormente da single e coppie senza figli, che, per una questione di priorità, vivono la cosa con più trasporto e attenzione», spiega Marco Maggi, coordinatore dei servizi veterinari Ca' Zampa, primo gruppo di cliniche veterinarie integrate che oltre alle tradizionali prestazioni, offre quelle ancomplementari per il benessere a 360 gradi degli animali da compagnia. «Si è ormai consolidata la tendenza di cercare la casa in zone dove sono presenti studi veterinari o cliniche aperte 24 ore su 24, negozi di animali, aree verdi dove portare il cane a passeggio e asili per poterlo lasciare quando si è al lavoro», aggiunge il dottor Maggi. In effetti la vita frenetica che si conduce non ci permette di attraversare tutta la città per comprare crocchette e scatolette.

Trappole pericolose - Ma veniamo al punto. Come avverte il veterinario, «le nostre abitazioni, così come sono concepite, non sono idonee per far vivere i nostri pet, sono piene di trappole pericolose, dai fili elettrici alle prese». Più che adattare un' intera casa, è ben più comodo creare uno spazio riservato e sicuro per l' arrivo di un cane, gatto, coniglio o canarino. Persino i nostri mobili pieni di suppellettili, oltre che un intralcio, rappresentano un rischio. «La loro stanza non deve avere prese della corrente a vista. Via le lampade con i fili, e dove non fosse possibile, bisogna mettere delle canalette», suggerisce l' esperto di Ca' Zampa. «Per il cane è necessario un ambiente molto grande di almeno quattro metri per quattro con pavimento lavabile e una sorta di recinto, perché l' animale possa immaginarlo come un parco. Mentre il gatto, che ha bisogno di esplorare, deve avere mensole che girano per tutta la stanza, scale dove arrampicarsi, tronchi d' albero su cui farsi le unghie, scatole per nascondersi. E giochi vari per entrambi. Altra importante accortezza: la lettiera del micio deve essere lontana dalle ciotole di cibo e acqua», conclude Maggi. Il gatto è un milord.

di Daniela Mastromattei

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