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Pietro Senaldi e quella previsione sulla federazione: Lega e Forza Italia finiranno insieme nel 2023

Pietro Senaldi
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Berlusconi ha in testa la convergenza di Forza Italia e Lega in un partito unico. E se qualcuno vuole aggregarsi, prego. Sal vini parla di federazione del centrodestra, aperta a tutti, anche a Fratelli d'Italia. Colonnelli e comprimari, dell'uno e dell'altro partito si dividono, ma la loro opinione non conta più di tanto. L'unica scelta che hanno è andarsene e tentare l'avventura con qualcun altro, per esempio con Coraggio Italia della coppia Brugnaro-Toti. Osservatori esterni e politologi provano a leggere il futuro. La maggioranza di loro propende per il fatto che non se ne farà nulla, perché Silvio e Matteo partono da posizioni non sintetizzabili.

Gli uomini più vicini ai due leader sono però persuasi del contrario. La sensazione che trapela dai quartier generali è che il progetto andrà in porto. Per ora si è solo parlato, ma l'esperienza di sostegno del governo Draghi di Lega e Forza Italia insieme è destinata a essere fondante di qualcosa d'altro, l'inizio di un nuovo percorso, comune, per i due partiti. La via è fatta di tanti gradini, non alti. Il punto d'arrivo è la presentazione di un'unica lista alle Politiche del 2023.

 

 

 

 

Fratelli d'Italia resterà nell'alleanza ma come forza distinta. Quanto a Coraggio Italia, prima di decidere Brugnaro proverà a capire, e a far capire, agli elettori chi è e cosa vuole. Meno ci riuscirà, più sarà probabile che farà parte del listone unico, che non avrà nulla a che vedere con lo schema dell'Ulivo pro diano e della federazione della sinistra che ha in testa Letta, dove le forze politiche resterebbero disgiunte, mentre a centrodestra sarebbero insieme. Individuata la meta, resta da capire quale sarà il primo passo per arrivarvi.

È esclusa la creazione di gruppi unici in Parlamento, che ridurrebbero poltrone, incarichi e denari attualmente a disposizione di Lega e Forza Italia, visto che ogni gruppo dispone di una lucrosa dote per il solo fatto di esistere. Si inizierà quindi dall'individuazione di portavoce comuni azzurro -verdi a seconda degli argomenti trattati dalle Camere; i cosiddetti speaker, abilitati a parlare chi di immigrazione, chi di tasse, chi di giustizia. Non saranno incarichi fissi, affidati a una sola persona, ma a rotazione. La faccia non sarà sempre la stessa su un medesimo argomento, ma nei fatti, Forza Italia e Lega interverranno comunque con una sola voce, che appianerà qualsiasi eventuale divergenza di vedute, esprimendo una linea valida per tutti.

 

 

 

 

 

È questo che è nascosto dietro le parole pronunciate da Salvini ieri a Padova, dove il lea der si è recato per presentare alcuni sindaci locali che hanno aderito alla Lega e ha spiegato che la federazione serve a «riunire, semplificare ed essere vincenti». Una risposta neanche troppo indiretta alla Meloni, che solo tre giorni prima si era recata in terra veneta per ufficializzare l'ingresso in Fdi di Sboarina, il primo cittadino di Verona, scelto a suo tempo dal la Lega. Giorgia l'ha definito «un ritorno a casa», visto che l'uomo in gioventù aveva militato in An. Comunque sia, è l'ennesimo segnale che Fratelli d'Italia continuerà a fare una partita a sé dentro il centrodestra, e nessuna federazione potrà mai attrarlo. Tanto meno il partito unico. 

 

 

 

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