Roma, 26 apr. -(Adnkronos) - "L'acqua e' un bene essenziale per vivere, non si puo' cedere il controllo di Acea ai privati come se erogasse un servizio qualsiasi, non c'e' nessun obbligo di legge che lo preveda anzi le norme dicono chiaramente il contrario per rispondere alla volonta' espressa dai cittadini con il voto di pochi mesi fa, la legge del referendum e' l'unica che davvero il sindaco deve rispettare". Lo hanno dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio, a termine dell'incontro con i consiglieri comunali e i rappresentanti dei municipi, dal titolo 'Stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici della Capitale', che si e' svolto stamattina presso la Sala dei gruppi consiliari, in via delle Vergini a Roma. Legambiente ha promosso questo appuntamento "proprio mentre l'Assemblea capitolina sta discutendo il bilancio di Roma Capitale, nel quale e' prevista, in pieno contrasto con la volonta' popolare dei referendum, la vendita di una importante quota comunale del 21% della societa' che gestisce l'acqua nella Capitale e la costituzione di una holding per tutti gli altri servizi pubblici locali quali trasporti, rifiuti, cultura, ecc, anche in questo caso con l'obiettivo esplicito di una futura cessione di quote ai privati. Un appuntamento nel ricco percorso verso la manifestazione cittadina del 5 maggio, che sfilera' da piazza Vittorio, alle ore 15". "Gia' negli scorsi anni, l'ingresso dei privati in Acea - hanno aggiunto Parlati e Avenali - non ha evidenziato benefici, anzi sono diminuiti gli investimenti programmati e realizzati dalla societa' e la gestione dell'acquedotto e' la peggiore in Italia per le perdite di rete per chilometro. Altro che privatizzazione, Acea deve tornare totalmente in mano pubblica, serve una discussione vera, al di la' delle logiche di partito".(segue)



