Roma, 29 apr. (Adnkronos) - "Il momento peggiore? No, non e' stata la condanna. E' stato quando il pm, nel processo di primo grado, ha detto: non esiste un'alternativa alla colpevolezza di Busco. E la campanella, quella che annunciava la Corte: un suono metallico, stridulo, che mi lacerava il cervello, diversa da quella dell'appello". Cosi' in un'intervista a "Repubblica" Raniero Busco, ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, il giorno dopo l'assoluzione arrivata in appello dopo la condanna in primo grado. Stanotte? "Ho dormito... cosi' e cosi' - racconta -, con tre pillole per la gastrite. Quando sono uscito dall'aula avevo lo stomaco annodato, non capivo niente, i vostri colleghi mi hanno circondato, non respiravo nemmeno. Una mi ha chiesto: sei felice, sei felice? Io non sapevo, non so che dire. Ci vorra' tempo per riprendersi. Certo che sono felice ma mi sento.... Frastornato. Si, proprio cosi', ecco come sto: frastornato". In un'analoga intervista a "Il Tempo", a proposito dell'alibi vacillante e del fatto che non ricordasse se la polizia glielo avesse chiesto o meno spiega: "Mi hanno fatto pensare che quel giorno non avevano trascritto l'alibi nel verbale d'interrogatorio. Ma che e' colpa mia? Sicuramente me lo hanno chiesto. Una volta che gliel'ho detto mi sono messo l'anima in pace". Ora "vorrei solo tornare alla mia vita - dice -, ai nostri piccoli sogni, alla normalita'. Vorrei fare un viaggio con Roberta e i bambini, adoriamo viaggiare: prima che nascessero i gemelli siamo stati in Messico, Canada, Tailandia, alle Maldive, a New York. Poi ci siamo dovuti calmare perche' i soldi sono quelli che sono con i nostri due stipendi ma magari organizzavamo un bel viaggio, ne parlavamo per giorni e poi non lo facevano. Avete scritto che gli amici ci vogliono pagare una crociera ma, vi giuro, non ne sappiamo niente".



