Roma, 18 mag. -(Adnkronos) - "Il no ad una discarica a Corcolle e' stato sempre fermo e deciso da parte dell'Idv. I problemi di natura ambientale, i vincoli archeologici che insistono sull'area, dimostrano la non fattibilita' del progetto e si contrappongono alla caparbia, incomprensibile, quasi sospetta volonta' del Commissario Giuseppe Pecoraro, nel giorno dell'ennesimo rinvio sulla questione". Lo dichiarano in una nota congiunta Claudio Bucci e Giulia Rodano, consiglieri dell'Italia dei valori alla Regione Lazio, in merito alla possibilita' di costruire il dopo Malagrotta a Corcolle, annunciando anche l'adesione alla manifestazione 'Villa Adriana nel cuore', in programma per domani, sabato 19 maggio. "Non capiamo ne' il continuo rimandare su una questione tanto urgente - afferma Bucci - ne' la volonta' dimostrata di voler ignorare il fatto che il sito e' chiaramente non indicato per l'impianto di una discarica: si continua a perdere tempo e a poco valgono le parole del Sindaco e della Governatrice Polverini che se ne lavano le mani, troppo impegnati in operazioni di facciata: il fatto e' che si rischia l'emergenza e la responsabilita' e' di chi amministra Roma e la Regione. Lo strappo istituzionale che si sta consumando sulla vicenda e' preoccupante". "Su Villa Adriana la Giunta di centrosinistra - aggiunge Rodano - aveva instaurato una politica culturale di ampio raggio. Sul sito erano stati convogliati sia investimenti di tutela che un'iniziativa promozionale di livello internazionale quale il Festival estivo. In due anni, Renata Polverini e' stata in grado di tranciare di netto questo indirizzo di politica culturale, cancellando entrambi gli interventi: i finanziamenti regionali sul sito previsti dal Por sono stati fortemente ridimensionati; la kermesse di spettacolo e' stata ufficialmente biennalizzata, ma tutto lascia pensare che si tratti di un taglio definitivo, e dalla Giunta nessuno smentisce. Ora, di fronte alle scelte di Pecoraro, la Polverini piega il capo e non proferisce verbo. Spunta il lecito sospetto che insediare una discarica a ottocento metri da un bene Unesco non sia sintomo solo di imperizia intollerabile, ma anche di disinteresse palese verso il patrimonio culturale. Ed e', a dir poco, inaccettabile".



