(Adnkronos) - Gallinari viene arrestato il 24 settembre 1979 da personale della Questura, mentre nel centro di Roma monta una targa falsa a un'auto rubata. Nel conflitto a fuoco, le forze dell'ordine lo colpiscono alla testa. Con lui c'e' la compagna Mara Nanni. Tra i documenti sequestrati a Gallinari, un piano particolareggiato per un'incursione di brigatisti sull'isola dell'Asinara, allo scopo di provocare una evasione in massa dei detenuti politici. Durante gli anni di prigionia, non ha mai collaborato con i magistrati. Il 23 ottobre 1988, dal carcere di Rebibbia, Gallinari e altri brigatisti rossi, tra cu Francesco Lo Bianco e Bruno Seghetti, inviano alla stampa un lungo documento per dire che la "guerra e' finita" e lo Stato "ha vinto". Il 24 dicembre 1988, in un altro documento affermano che tutti i militanti delle formazioni armate sono stati arrestati. Nella meta' degli anni Novanta, a causa di gravi motivi legati alla salute, dopo quindici anni di prigione Gallinari ottiene i primi permessi premio per poter tornare a casa. Il primo dicembre 1990, il Tribunale di sorveglianza di Torino respinge la richiesta di differimento della pena avanzata da Gallinari, affetto da disturbi cardiaci. Nel 1996 la pena viene sospesa.



