(Adnkronos) - "Le condotte contestate ripercorrono nelle linee essenziali in medesimo schema: i dipendenti pubblici, funzionari o commessi degli uffici giudiziari su sollecitazione di vari professionisti e faccendieri intervenivano illecitamente su fascicoli processuali, occultandoli o sottraendovi atti in cambio di denaro e altre regalie allo scopo di condizionare il normale iter giudiziario" sostengono in Procura, in merito alla vicenda giudiziaria che ha portato all'arresto di 25 persone nell'ambito di un'indagine su presunti episodi di corruzione in Corte d'Appello e presso il Tribunale di sorveglianza. Tale sistema avrebbe consentito a funzionari e dipendenti pubblici infedeli di stabilire "addirittura delle tabelle -spiega il procuratore aggiunto Pennasilico- per determinare le somme di denaro da ricevere in relazione alle specifiche prestazioni svolte nonche' di assumere essi stessi la veste di sollecitatori delle attivita' illecite, proponendo agli avvocati o ai faccendieri delle ipotesi interessanti per i loro clienti stabilendo il prezzo per ciascuna attivita' illecita proposta". Dalla lettura delle conversazioni risulterebbero riferimenti a condotte illecite dalle quali e' possibile desumere l'esistenza di un'organizzazione con precisa distribuzione di ruoli tra i dipendenti pubblici a seconda dell'incarico e della qualifica ricoperti.




