(Adnkronos) - Durante l'udienza preliminare il giudice Bagnai ha ammesso la costituzione delle parti civili. Su richiesta dell'Avvocatura dello Stato, rappresentata dal legale Patrizia Pinna, il gup ha ammesso la costituzione come parte civile della Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero dell'Interno. Sono state ammesse altresì la Regione Toscana, l'associazione dei famigliari delle vittime della strage del rapido 904 e anche alcuni singoli famigliari. All'udienza è intervenuto in videcollegamento dal carcere di Parma, come si è appreso successivamente, anche l'imputato Totò Riina che però non ha rilasciato dichiarazioni spontanee come era suo diritto. Riina ha però più volte parlato con il suo avvocato Luca Cianferoni via telefono nel corso dell'udienza. Per la richiesta di rinvio a giudizio si sono espressi sia l'avvocato Danilo Ammannato legale dell'associazione dei famigliari delle vittime, che il pm Angela Pietroiusti. E' stato proprio il sostituito procuratore a ricordare il ruolo di Riina come mandante ed istigatore della strage di trent'anni fa, "nella qualità di capo indiscusso" di Cosa nostra. Il pm ha ricordato che la strage fu programmata e decisa da Riina "con l'impiego di materiale (esplosivo e congegni elettronici) appartenenti all'organizzazione e poi utilizzato poi, in parte, anche nelle successive stragi" del 1992 e 1993. (segue)




