Roma, 14 mag. - (Adnkronos) - I rapporti difficili tra la Procura nazionale antimafia e la Direzione distrettuale di Milano, storicamente legati a una mancanza di coordinamento e di trasmissione delle informazioni, hanno subito un "arretramento" con l'arrivo di Ilda Boccassini alla guida della Dda. A sottolinearlo, nella sua audizione del 6 maggio scorso al Consiglio superiore della magistratura Filippo Spiezia, pm della Direzione nazionale antimafia responsabile dei rapporti con la Dda milanese. Spiezia, che aveva segnalato le criticità nella Relazione annuale della Procura nazionale, era poi stato sostituito con Anna Canepa, che aveva già ricoperto prima di lui il ruolo di magistrato di coordinamento con la procura milanese. Ed era stata la stessa Canepa, spiega Spiezia, a riferire delle "perplessità" della Boccassini "connesse a ragioni di sicurezza e riservatezza in relazione all'implementazione della Banca dati nazionale" e a rilevare "un arretramento rispetto alla posizione del dottor Pomarici", che guidava la Dda prima della Boccassini. Ascoltato dalla settima commissione del Csm, Spiezia ha ricordato che le "criticità nei rapporti tra gli uffici" erano "riconducibili quale comune denominatore a un insufficiente flusso informativo di informazioni concernenti procedimenti per criminalità organizzata". Ha precisato poi che si trattava di "criticità di carattere funzionale", e che il suo rapporto personale con la dda di Milano "è stato sempre estremamente felice e sereno". Spiezia ha infine citato un dato relativo alle cosiddette "iscrizioni multiple": su 49 segnalazioni fatte alla Dda non era arrivata nessuna risposta.



