Milano, 15 mag. (Adnkronos) - Nessuna volontà di depauperare la società ma solo investimenti andati male. È questa, secondo quanto emerge, la linea difensiva di Giorgio Magnoni e del figlio Luca, tra gli arrestati (entrambi ai domiciliari, ndr) nell'inchiesta milanese su Sopaf, durante l'interrogatorio di garanzia davanti al gip di Milano Donatella Banci Bonamici. I reati contestati ai sette indagati sono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, truffa, appropriazione indebita e frode fiscale. Per quanto riguarda il reato di truffa, sarebbe stato realizzato ai danni di tre casse di previdenza, quella dei ragionieri, quella dei medici (Enpam) e quella dei giornalisti (Inpgi) per un controvalore di 79 milioni di euro. Dopo gli interrogatori di lunedì scorso di Andrea Toschi e Alberto Ciamperoni, domani si presenteranno davanti al gip gli altri fratelli Magnoni, Aldo e Ruggero, e Gianluca Selvi.



