Torino, 22 mag. (Adnkronos) - Le difese dei quattro attivisti No Tav a processo per l'assalto al cantiere del 14 maggio 2013 si sono opposte alla costituzione di parte civile della presidenza del Consiglio dei ministri. L'avvocato Claudio Novaro ha rilevato che "c'e' una discrasia tra le ragioni addotte dalla presidenza del Consiglio e le contestazioni fatte agli imputati: come si può sostenere che un fatto così localizzato e specifico avrebbe la capacità di bloccare un finanziamento internazionale o sottrarre sovranità allo Stato? Sono cose che non si possono far ricadere sugli imputati". Secondo il legale infatti l'azione al cantiere "è un fatto di straordinaria leggerezza rispetto ad altri fatti particolarmente efferati o che riguardano pubblici ufficiali" in cui la presidenza del Consiglio si è costituita parte civile in passato. "È paradossale - ha aggiunto l'avvocato Giuseppe Pelazza - che tra chi avrebbe subito un 'grave danno' dal fatto si citino gli abitanti delle zone interessate: mi pare che gli abitanti della Vlasusa non siano affatto turbati da quei fatti ma che a turbarli sia invece la costruzione dell'opera". Opposizione delle difese anche alle costituzione di parte del Sap e di Ltf.


