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Universita': Lenzi, rompere con il passato alla Sapienza (7)

domenica 25 maggio 2014
Universita': Lenzi, rompere con il passato alla Sapienza (7)

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(Adnkronos) - Il programma del presidente del Cun non manca quindi di affrontare il 'nodo Policlinico' e le sedi ospedaliere distaccate: "Medicina è una risorsa, non un problema". "Proprio data la mia area di provenienza, se sarò Rettore non mi occuperò di medicina in maniera diretta - spiega Lenzi - anzi ritengo che un singolo delegato del Rettore di raccordo fra Ateneo, medicina e aziende ospedaliere non sia sufficiente ma sia utile una Commissione ristretta, ma paritetica che rappresenti le varie componenti in ciascuna realtà assistenziale, incluse le sedi periferiche". Il programma include la gestione, in accordo con la Regione, dell'ipotesi di un decentramento di una parte del Policlinico allo SDO (Sistema Direzionale Orientale), o altrove (Stazione Tiburtina), per valutarne con la massima attenzione la reale opportunità e gli effettivi vantaggi rispetto ad una manutenzione straordinaria e ristrutturazione del Policlinico Umberto I. Inoltre la Sapienza per le sue qualità si candida a essere parte attiva nel accordo nazionale Università SSN ed in particolare l'accordo fra Policlinico e regione deve garantire il mantenimento degli attuali livelli retributivi nonché delle rispettive posizioni pur in una condivisa razionalizzazione. Per il Polo Sant'Andrea si prevede l'ipotesi di creare un Dipartimento verticale in cui incardinare dalle scienze di base a quelle cliniche funzionalmente alla didattica ed alla ricerca, con una adeguata ripartizione delle risorse rispetto al centro, a partire da personale amministrativo e specializzandi; inoltre vanno immediatamente sviluppate tutte le azioni necessarie per la costruzione dell'edificio dedicato alla ricerca e al polo didattico. Anche i Poli di Latina e quello di Rieti e le altre sedi decentrate al di fuori della cinta metropolitana rappresentano un investimento fondamentale ed andranno valorizzate e soprattutto attraverso una costante presenza dei vertici di Sapienza, non devono sentirsi isolati i docenti e gli studenti che vi operano.