Palermo, 18 gen. - (Adnkronos) - "Nonostante i cambiamenti al vertice di Cosa nostra Marcello dell'Utri non muto' mai il suo atteggiamento psicologico verso Cosa nostra. Continuo' a onorare anche ngeli anni '82/'92 quello scellerato patto siglato a Milano nel 1974 fra Silvio Berlusconi da un lato, i boss mafiosi Stefano Bontade e Mimmo Teresi dall'altro. Un patto agevolato e mediato dallo stesso Dell'Utri per la protezione di Berlusconi, dei suoi familiari e delle sue attivita' economiche". E' un altro passaggio della lunga requisitoria del pg di Palermo, Luigi Patronaggio nel processo a carico del senatore Marcello Dell'Utri, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Al termine della requisitoria Patronaggio ha chiesto la condanna sette anni di carcere per l'imputato. Il magistrato parla, quindi di una "continuita' dei rapporti tra l'imputato e il duo Bontade-Teresi, rapporti coltivati con il dichiarato fine di proteggere i familiari e le attivita' economiche di Silvio Berlusconi da un lato e dall'altro di permettere a Cosa nostra ragguardevoli guadgani, costituiti dalle 'regalie' per la protezione, eleragiti generosamente da Berlusconi nonche' di permettere alla stessa organizzazione di rafforzarsi sulla piazza milanese, di intrecciare rapporti con il mondo della finanza e dell'imprenditoria anche al fine di riciclare e reinvestire gli enormi profitti derivanti dall'imponente attivita' di traffico internazionale di droga che, in quegli anni, quell'organizzazione svolgeva fra il Medio Oriente, l'europa e gli Stati Uniti". "Abbiamo offerto la prova che l'imputato Dell'Utri - spiega ancora il magistrato dell'accusa - aveva rapporti piu' che cordiali con Vittorio Mangano (lo stalliere di Arcore ndr) e con Gaetano Cina', rapporti che devono essere letti unicamente in chiave di comunanza di interessi mafiosi". (segue)




