Potenza, 11 ago. - (Adnkronos) - Sono previste oggi, presso l'ospedale San Carlo di Potenza, le autopsie sui corpi della strage familiare di sabato mattina a San Fele, in provincia di Potenza. Rimane in campo il movente della disperazione del capofamiglia, Vito Tronnolone, per dare un perche' ad una tragedia immane che nessuno delle tante persone che lo conosceva riesce a spiegare. Sabato mattina Tronnolone, carrozziere in pensione di 65 anni, ha ucciso con una pistola calibro 38 la moglie Maria Stella Puntillo, 57, ed i due figli Luca e Chiara, di 32 e 27, e poi si e' tolto la vita con la stessa arma, regolarmente detenuta. Prima di suicidarsi ha avvisato la sorella a Lastra a Signa (Firenze), citta' di residenza dei Tronnolone, e la donna a sua volta ha avvertito i carabinieri. Erano rientrati a San Fele per un periodo di vacanza. Le indagini si svolgono anche a Lastra a Signa per la verifica sulle armi detenute, una pistola ed un fucile. Dalle prime risultanze, l'uomo non avrebbe chiesto alla Questura di Firenze il permesso per trasportare le armi in Basilicata e questo e' un particolare rilevante. Secondo l'ipotesi, Tronnolone potrebbe aver ceduto alla disperazione nel timore di non poter piu' prendersi cura del figlio disabile Luca, per dei problemi di salute che stava accusando. A San Fele e' stato proclamato il lutto cittadino.



