(Adnkronos) - Dopo la liberazione, l'albanese si è reso protagonista di altrettanti gravissimi reati ai danni di inermi donne straniere, sempre nella medesima zona (ovvero Marghera), continuando a delinquere sempre con gli stessi metodi violenti. Infatti, l'attività d'indagine ha consentito di ricostruire l'attività illecita del soggetto che, con analogo modus operandi, ha nuovamente collocato sin dai primi mesi del 2014 alcune giovani donne di origine bulgara nei pressi di via Fratelli Bandiera, imponendo loro di prostituirsi e facendosi consegnare tutto il denaro guadagnato ogni giorno. Per far ciò, oltre a far uso sistematico della minaccia fisica laddove avessero disatteso i suoi ordini, monitorava il "suo" territorio facendo continui passaggi in zona "redarguendo" e minacciando ogni ulteriore donna intenzionata a collocarsi in quella strada ricordando che quel tratto stradale era di sua "proprietà".



