(Adnkronos) - Nei panni del garantista, il criminologo Denti ci sta da sempre "per la ferma convinzione che ciascun cittadino meriti un'equa difesa. Questo è accanimento contro un soggetto, poco importa se si chiama Rossi o Bossetti, per porre fine a un caso in cui ci sono stati tanti errori. Io non metto in dubbio il Dna, i laboratori non sbagliano, ma come sia finito sul corpo della vittima deve spiegarlo la procura e farlo oltre ogni ragionevole dubbio". Di Bossetti, dopo l'archiviazione di Mohammed Fikri (finito in carcere per una traduzione sbagliata e poi rilasciato, ndr), "non emergerà altro che la presenza della sua firma genetica e questo non basterà a condannarlo. Ricordo - dice - un caso in cui il presunto colpevole finì in galera perchè il suo Dna fu trovato sul corpo della vittima, uccisa a colpi di cacciavite. Un cacciavite con cui fu ferito in una rissa due giorni prima dell'omicidio e il suo aggressore, reo confesso, risultò il vero colpevole". Ci sono "diversi casi di giurisprudenza dove il Dna da solo non è mai bastato a mandare in galera nessuno", aggiunge. (segue)


