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Taranto: arcivescovo, profondo dolore per susseguirsi suicidi

domenica 24 agosto 2014
Taranto: arcivescovo, profondo dolore per susseguirsi suicidi

2' di lettura

Taranto, 23 ago. - (Adnkronos) - "Esprimo il mio profondo dolore per il susseguirsi dei suicidi nella mia citta'. Innanzitutto il mio pensiero va ai familiari dei defunti, che si trovano nella sofferenza, nei dubbi, stravolti da questi gesti di estrema gravita'. Mi unisco a loro spiritualmente e manifesto paterna vicinanza". Lo afferma in una nota l'arcivescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro. "Non e' difficile pensare che simili episodi -prosegue - generino smarrimento nella comunita' e che chiamino qualche filo logico, il perche' della negazione della vita e dell'autodistruzione. Una ragione non c'e', se non quella che sotto la traccia della nostra societa' c'e' una profonda solitudine, quando non proprio l'isolamento. Viviamo -sottolinea l'arcivescovo - in una comunita' cosi' 'social' e cosi' poco comunionale, lontana dalla condivisione.  Siamo spesso cosi' informati e al contempo indifferenti. Se dovessimo analizzare i sintomi saremmo tentati nella diagnosi di una citta' depressa, senza speranza, ma non voglio assolutamente rassegnarmi a quest'idea". "Pur in gravissime difficolta' - evidenzia l'arcivescovo Santoro -  a Taranto, non diversa dalle altre citta' del mondo, noi abbiamo tante falde di speranza, come ad esempio la fede, la famiglia, l'accoglienza, il valore dell'amicizia e di una solidarieta' che scorre naturale nelle nostre vene. Invito tutti all'apertura e all'attenzione all'altro. Spesso, anche sullo stesso pianerottolo di casa, quando non proprio sotto lo stesso tetto a pochi metri da noi, si aprono scenari di dolore e di confusione: l'affetto, la generosita', l'ascolto sono farmaci indispensabili per chi avverte il male di vivere". Proprio questa mattina un 37enne tornato a Taranto, dopo essere stato collocato in cassa integrazione in un'azienda del nord, si e' suicidato gettandosi dal quinto piano. (segue)