(Adnkronos) - Ed è proprio il custode di Terra Santa a prendere la parola di seguito. "Il mio intervento di oggi in auditorium - ha detto il francescano - sarà concentrato sulla realtà del Medio Oriente, che come sappiamo è in drammatica trasformazione. Nella mia lettura cercherò di vedere come, con differenti tradizioni, sia possibile credere in Medio Oriente, come ci si possa voler bene tra diversi. Il cristiano non può aver paura del male, ma nelle situazioni segnate dal male deve dare prova ancora più profonda della sua fede in Gesù". "La preghiera di papa Francesco con Abu Mazen e Shimon Peres - ha detto rispondendo a un giornalista - non è stata vanificata dalla violenza successiva. La preghiera non è una cosa magica, ma introduce ad un approccio vero alla realtà e questo resta". Wael Farouq, vice presidente del Meeting Cairo e docente di lingua araba all'Università Cattolica di Milano, ha incentrato l'intervento sul lato umano della rivoluzione mediorientale. "Oggi, in quasi tutti i paesi musulmani - ha affermato - c'è il terrorismo, ma ci sono anche milioni di persone, spesso sconosciute, che non sono terroristi e che fanno la differenza". Occorre quindi "uscire da uno stereotipo pericoloso per incentivare l'incontro tra cristiani e musulmani", una speranza di riforma che diventa possibile anche "grazie alle posizioni di papa Francesco in difesa delle minoranze. Il Papa è un uomo di pace e ora nel mondo musulmano - ha concluso - è diventato una figura che piace e che ha influenza".



