(Adnkronos) - Esperto di questioni industriali e minerarie fu imprenditore, dirigente Sindacale, di Societa', Enti del settore, Deputato nel Parlamento del Regno. Si trasferi' quindi a Roma dove opero' sino a cadere in disgrazia con il fascismo per la sua opposizione all'entrata in guerra e alle politiche razziste e anti giudaiche del regime. Deluso, meno oberato da impegni politici e di lavoro, prese parte piu' attivamente alla vita della sua parrocchia, la Chiesa di Santa Lucia nella circonvallazione Clodia. Il parroco Ettore Cunial, suo intimo amico, raccontava che Tredici era il "factotum dell'Azione Cattolica e delle opere di carita' della Parrocchia". Da quel 16 ottobre 1943, giorno d'inizio della razzia nazista nel Ghetto romano, Tredici e la sua famiglia ospitarono e salvarono famiglie di ebrei che evitarono cosi' di essere uccisi nei lager di nazisti. Quella mattina, una giornata grigia e fredda bagnata dalla pioggia, un camion di militari tedeschi si fermo' in via Sabotino 2A, di fronte all'abitazione di Tredici. Era coperto da un telone scuro. Il camion era pieno di civili, uomini, donne, vecchi e bambini, ammassati insieme a valigie e pacchi. Era iniziata la grande razzia degli e a Roma. Prima dell'alba i tedeschi avevano bloccato le vie d'accesso alla zona del vecchio ghetto e cominciato a portare via le famiglie, casa per casa. Nell'azione erano impegnate oltre ad un commando inviato appositamente da Adolf Eichman e guidato dal suo collaboratore fidato Denneker, alcune compagnie messe a disposizione dal comandante la piazza di Roma Stahel: in tutto 365 uomini. I fascisti, erano stati impegnati nell'organizzazione logistica dell'operazione. (segue)



