Taranto, 15 mag. (Adnkronos) - Indebite pressioni sarebbero state esercitate su dirigenti della Provincia di Taranto affinche' l'Ilva ottenesse l'autorizzazione a continuare a utilizzare la discarica interna allo stabilimento, nella cava 'Mater Gratiae', pur non avendo quest'ultima i requisiti ambientali necessari. E' l'ipotesi principale del nuovo capitolo dell'inchiesta della Procura della repubblica del capoluogo jonico, denominata 'Ambiente Svenduto', che ha chiesto e ottenuto dal gip Patrizia Todisco i quattro provvedimenti cautelari nei confronti del presidente della Provincia Gianni Florido, dell'ex assessore all'Ambiente Michele Conserva, dell'ex responsabile delle pubbliche relazioni dell'azienda Girolamo Archina' e dell'ex segretario dell'Ente locale Vincenzo Specchia. Solo quest'ultimo e' agli arresti domiciliari. In sostanza l'azienda siderurgica voleva continuare a smaltire i rifiuti industriali pericolosi in un'area interna all'azienda invece di rivolgersi a discariche autorizzate e idonee all'esterno con conseguente aggravio dei costi. Le ipotesi di reato contestate sono di concorso in tentata concussione per tutti e quattro gli arrestati. L'altro reato ipotizzato e' quello di induzione indebita a dare o promettere utilita' contestato ad Archina', Florido e Conserva. Il presidente della Provincia, ex sindacalista della Cisl, di cui e' stato segretario provinciale, e' esponente del Partito Democratico. E' stato eletto la prima volta nel 2004 e poi confermato nel 2009.


