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Terremoto: Emilia un anno dopo, ricostruzione partita ma resta nodo burocrazia

domenica 19 maggio 2013
Terremoto: Emilia un anno dopo, ricostruzione partita ma resta nodo burocrazia

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Bologna, 19 mag. - (Adnkronos) - Ad un anno dal sisma che il 20 e 29 maggio 2012 ha scosso l'Emilia, la ricostruzione e' partita, ma e' la burocrazia a rallentare i tempi. La priorita' cui mettere ancora mano con alcuni correttivi resta ancora una volta il fisco, affinche' non pesi sui cittadini e soprattutto sulle imprese del cratere che non si sono arrese. Questo e' anche quanto emerge dall'analisi condotta dalla Cna Emilia Romagna sull'economia delle zone colpite dal sisma, a 12 mesi di distanza dall'evento. C'e' voglia di ripartire, insomma, tra gli imprenditori, di ricominciare, ma non e' facile. Il lavoro da fare e' enorme, considerato anche che nell'area terremotata vive il 14% della popolazione regionale, vi sono 51 mila imprese, di cui 7 mila manifatturiere che rappresentano circa il 15% della realta' produttiva regionale e circa 175 mila addetti. A frenare la ricostruzione, spiega Lalla Golfarelli responsabile divisione politiche locali Cna Emilia Romagna" c'e' innanzitutto la mancanza di una legge sulle calamita' naturali e la mancanza di esperienza nella gestione di un terremoto che avesse come riferimento una delle aree a piu' alta intensita' produttiva e industriale". Ma a pesare e' soprattutto "la burocrazia italiana, le cui parti tradizionalmente non comunicano e che, nonostante vi sia una legge nazionale sulle decertificazioni, fatica ad accettare le autocertificazioni e i controlli ex post, come normalita'". Situazione pesante, dunque, che tuttavia ha iniziato ad evolversi. Sono stati risolti nel decreto 43 del 26/4/2013, alcuni problemi quali la proroga dello stato di emergenza fino alla fine del 2014 e la riapertura dei termini per accedere al prestito per gli adempimenti fiscali delle imprese danneggiate fino al 30 settembre 2013, ma altri problemi restano ancora aperti. (segue)