Bologna, 20 mag. - (Adnkronos) - "Se, come spero, riusciro' a tornare in tempo da Addis Abeba, domenica prossima votero' sui quesiti riguardanti le scuole dell'infanzia e votero' l'opzione B", quella cioe' per il mantenimento dei contributi pubblici alle scuole d'infanzia paritarie a gestione privata. E' quanto annuncia, sul suo sito, l'ex premier Romano Prodi, in vista del referendum consultivo che si terra' sul tema il prossimo 26 maggio a Bologna. "A mio parere, il referendum si doveva evitare perche' apre in modo improprio un dibattito che va oltre i ristretti limiti del quesito stesso - prosegue Prodi - tuttavia il mio voto e' motivato da una semplice ragione di buon senso: perche' bocciare un accordo che ha funzionato bene per tantissimi anni e che, tutto sommato, ha permesso, con un modesto impiego di mezzi, di ampliare almeno un po' il numero dei bambini ammessi alla scuola dell'infanzia e ha impedito dannose contrapposizioni?". "Ritengo che sia un accordo di interesse generale" rimarca il Professore, ricordando che "la motivazione piu' forte di chi vota l'opzione A e' che i mezzi forniti alla scuola statale e comunale siano cosi' scarsi che le casse comunali non possono allargare il loro impegno al di fuori del loro stretto ambito". "Credo tuttavia che le restrizioni che oggi drammaticamente limitano l'azione del Comune, per cui non tutti coloro che vogliono mandare i figli alle scuole statali e comunali possono farlo, e in generale penalizzano la scuola siano dovute a una errata gerarchia nella soluzione dei problemi del Paese e non ad accordi di questo tipo" spiega ancora Prodi che aggiunge una riflessione sui toni del confronto. "Vorrei inoltre concludere - scrive infatti - chiedendomi perche' argomenti che potrebbero essere risolti in condivisione e serenita' debbano sempre finire in rissa". "Ma questo - chiosa - e' un altro discorso".




