Milano, 17 set. (Adnkronos) - "Le motivazioni della sentenza Dolce & Gabbana riconoscono e ribadiscono un principio fondamentale, che invano i pubblici ministeri avevano tentato di by passare: nessuno puo' essere condannato a pagare imposte su redditi che non ha mai percepito". Inizia cosi' il commento che i difensori degli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana rilasciano in serata dopo che oggi sono state depositate le motivazioni del verdetto con il quale il giudice di Milano Antonella Brambilla aveva condannato, nel giugno scorso, gli imputati a 1 anno e 8 mesi di reclusione per una presunta evasione fiscale che sarebbe stata realizzata, secondo l'accusa, con una operazione di 'estero-vestizione' per ottenere vantaggi fiscali. Per gli avvocati Massimo Dinoia, Fortunato Taglioretti e Armando Simbari "la sentenza e' un doveroso riconoscimento alla piena legittimita' della condotta dei due stilisti: la cessione dei marchi e' avvenuta mediante un contratto di compravendita rispetto al quale Dolce e Gabbana hanno pagato regolarmente tutte le imposte, fino all'ultimo centesimo" E questo, spiegano i legali, e' il motivo per cui "i due stilisti sono stati assolti con formula piena dal reato di dichiarazione infedele, nonostante fosse gia' maturata la prescrizione". (segue)




