Brindisi, 28 set. (Adnkronos) - Le potenti imbarcazioni che trasportavano le sigarette di contrabbando dal Montenegro alla Puglia, partivano da Sveti Nikola, un'isola del paese rivierasco. Gli sbarchi venivano effettuati nel brindisino e nel sud barese, sull'altra sponda del Mare Adriatico. E' quanto hanno scoperto i finanzieri della Guardia di Finanza di Brindisi che, supportati da mezzi aerei e navali e dal Servizio Centrale Investigazione Criminalita' Organizzata, hanno eseguito stamane 40 provvedimenti di custodia cautelare disposti dal gip del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce. Sono indagate in tutto 42 persone, delle quali due donne. Trentacinque di loro sono state colpite da ordinanza cautelare in carcere e 5 ai domiciliari. L'indagine che ha fatto emergere un traffico internazionale di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, in forma associativa, tra i due paesi, e' stata denominata Sveti Nikola. Secondo gli inquirenti e' stato stroncato in modo tempestivo "un tentativo di recrudescenza del fenomeno del contrabbando di sigarette via mare", operato da personaggi gia' attivi nel settore prima della famosa operazione 'Primavera' del 2000 che diede un colpo quasi mortale al fenomeno. Un tentativo, secondo gli investigatori, favorito dalla difficile situazione economica attuale e da una domanda di sigarette determinata anche dall'elevato prezzo dei tabacchi di monopolio. I reati contestati sono: associazione per delinquere finalizzata al contrabbando extra-ispettivo di tabacchi lavorati esteri; ricettazione, con l'aggravante della transnazionalita' dei comportamenti. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti, tra fine 2012 e maggio di quest'anno, sette maxi sequestri (a Fasano, Savelletri, Torre Canne, Villanova, Brindisi, Monopoli-Polignano, Apani, in mare e a terra) di 1,3 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando. Sono stati accertati tributi evasi per 230 mila euro e sono state arrestate in flagranza 8 persone. L'attivita' investigativa e' stata coordinata dal procuratore della Dda di Lecce Cataldo Motta e dal sostituto Alessio Coccioli.



