(Adnkronos) - "La normativa - ha puntualizzato il segretario generale Mariano Nieddu - consentirebbe al Comune un affidamento diretto di lavori sotto i 40mila euro di importo e l'invito di 5 aziende per importi fino a 500mila euro. Noi per prassi invece abbiamo sempre invitato almeno una decina di aziende ad ogni gara, seguendo le prescrizioni che la legge impone per importi fino a un milione di euro anche per quei lavori che comportano una spesa di poche miglia di euro. Ed ad ogni gara venivano invitate sempre aziende diverse. Possiamo affermare che per quanto consta il rispetto delle procedure insomma, abbiamo sempre usato il massimo della prudenza proprio per evitare turbative di sorta". Nonostante ciò, a quanto risulta dalle evidenze investigative, la funzionaria arrestata, sarebbe riuscita a diffondere informazioni riservate circa una mezza dozzina di gare per lavori svolti per conto dell'amministrazione comunale. "Si tratta, ed è bene precisarlo - ha concluso il sindaco reggente Ivo Rossi - di un numero molto esiguo rispetto alle oltre trecento gare che il settore dell'edilizia bandisce in media ogni anno. Ciò non toglie che se ci sono dei passaggi da migliorare li miglioreremo ma alla luce di quanto emerso possiamo dire che l'impianto improntato alla correttezza ed alla trasparenza dell'amministrazione comunale di Padova non è messo in discussione da questo episodio".




