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Legittima difesa: benzinaio Stacchio, 'nessuno di noi è un killer, ma siamo costretti a difenderci'

13 Giugno 2019

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Vicenza, 13 giu. (AdnKronos) - "Sono sgomento, ho rivissuto sulla mia pelle quanto sta passando ora Walter Onichini, che potrà anche aver sbagliato, ma non è possibile condannare una persona per bene che viene aggredita in casa propria da un malvivente". Così all'Adnkronos Graziano Stacchio, gestore di un distributore di benzina che il 3 febbraio 2015, a Ponte di Nanto, in provincia di Vicenza, intervenne reagendo ad un assalto di rapinatori alla vicina gioielleria Zancan, sparando con il suo fucile e uccidendone uno, commenta la condanna in appello al macellaio Walter Onichini.

"Nessuno di noi è un killer spietato, ma ormai siamo in una situazione di Far West, da anni, e visto che lo stato non ci difende, dobbiamo difenderci da soli - spiega Stacchio - e non si creda, dopo portiamo dentro di noi un peso grave sulla coscienza, ma non possiamo fare altrimenti".

"E poi, quando ero militare a 20 anni avevo l'ordine di sparare anche alle spalle se entrava un ladro in una proprietà dello Stato - spiega il benzinaio - e allora, perchè io non posso difendere la vita mia, dei miei cari e la mia proprietà?. Tanto più che se subisco un furto lo Stato non mi risarcisce certo del danno". "E per Walter Onichini spero proprio che la Cassazione ribalti il giudizio di secondo grado", conclude.

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