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Mafia: buttafuori di Cosa nostra nei locali, a Palermo undici arresti per estorsione (2)

17 Settembre 2019

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(AdnKronos) - Le numerose intercettazioni hanno consentito di documentare "plurime condotte estorsive nei riguardi dei titolari di almeno 5 locali notturni di Palermo e provincia ai quali veniva imposta, mediante violenze e minacce, l’assunzione dei buttafuori". Emblematica è la vicenda in cui è coinvolto Massimo Mulè, uomo d’onore, reggente della famiglia mafiosa di Palermo Centro, il quale era stato già arrestato il 16.12.2008 (operazione “Perseo”) e il 4.12.2018 (operazione “Cupola 2.0”) e che il 12.08.2019 era stato scarcerato dal tribunale del riesame.

Il capomafia si era interessato affinché Vincenzo Di Grazia, suo cognato, fosse impiegato stabilmente nella gestione della sicurezza nel corso delle diverse serate organizzate presso un noto locale della movida palermitana. "Le conseguenti lamentele del capo della sicurezza di quel locale, costretto a escludere, a turno, uno dei buttafuori solitamente impiegati che, pertanto, era costretto a cedere il suo posto di lavoro e parte dei propri compensi, venivano soffocate dalle pesantissime minacce proferite nei suoi riguardi e dei suoi familiari dai fratelli Andrea e Giovanni Catalano".

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