(Adnkronos) - Per capire l'intricata vicenda, biosgna ripercorrerne la storia, a partire dalla chiusura, nel 1954, della fabbrica tessile Cisa Viscosa. Nel 1990 il costruttore Antonio Pulcini tramite la società Ponente 1978 acquista l'area e due anni più tardi partono i lavori per la costruzione di un centro commerciale durante i quali, scavando, viene intercettata la falda dell'acqua bullicante che prima allaga il cantiere, poi tutta la zona di via Prenestina formando il lago. Il 22 maggio 1992 un decreto regionale dispone l'annullamento della concessione edilizia. Nel 1994 l'assemblea capitolina approva il progetto per la sistemazione a verde pubblico attrezzato di parte dell'area della Snia Viscosa e avvia la procedura di esproprio. Ma dopo una serie di vicende, dall'occupazione dell'area con la nascita del centro sociale Ex Snia al progetto di un impianto natatorio per i Mondiali di nuoto a quello della costruzione di residence universitari, la società Ponente 1978 ha presentato un ulteriore progetto edilizio. L'area è pubblica dal 2004, ma le normative prevedono che se entro dieci anni non si realizzano le opere previste il terreno può tornare in mano all'ex proprietario.(segue)




