Cagliari, 17 ago. - (Adnkronos) - "Fettine di manzo? No, cosce di pollo". "Orate di mare? No, sardine". "Farmaci? Quelli indispensabili e gli equivalenti". "Cena al ristorante? No, pizza a casa". "Domanda al Comune per l'integrativo per l'affitto? Si". "Un aperitivo? Grazie, ho un altro impegno". "La scuola dell'infanzia? Non ce la possiamo permettere". Dal tabaccaio non si acquistano più le sigarette, ma "tabacco e cartine". Sono solo alcune delle frasi sempre piu' ricorrenti che si sentono a Cagliari, città duramente colpita dalla crisi economica, certificata qualche settimana fa dall'impietoso sesto posto nella classifica nazionale stilata dal Sole24Ore nelle ricerca che mostra gli effetti più devastanti della crisi nel Paese. Se l'Istat dice che la povertà relativa in Sardegna è del 24,8% nel 2013, con una crescita di soli 4,1 punti e se ci si mette il capoluogo con redditi, occupazione e consumi in picchiata dal 2007 al12013, la fotografia dello stato comatoso della Sardegna e di Cagliari è eloquente. (segue)


