Sassari, 22 mag. - (Adnkronos) - Appare ormai certo che Angelo Frigeri, 32enne operaio di Tempio Pausania, non possa aver agito da solo nel triplice assassinio di Giovanni Maria Azzena, di Giulia Zanzani e del piccolo Pietro 12enne, trucidati sabato pomeriggio nella loro casa di via Villa Bruna a Tempio. Diverse e contraddittorie le versione del 32enne che avrebbe avuto una parte importante nel crimine, ma che, come ha sottolineato il gip Marco Contu, nell'ordinanza di custodia in carcere, avrebbe agito in concorso con altri soggetti da identificare. Il gip ha disposto la custodia cautelare in carcere perché l'uomo, assistito dall'avvocato d'ufficio Maurizio Mani, potrebbe inquinare le prove, sarebbe socialmente pericoloso, potrebbe reiterare il reato. Proseguono anche gli interrogatori a carico di altre persone e prende corpo, sempre più insistentemente la pista dell'usura e degli 'affari' sbagliati di Azzena. Un elemento che porta il gip a credere che Frigeri abbia agito con altre persone è nella casa dell'orrore, dove ci sarebbe stato il tentativo di cancellare le tracce di una colluttazione. Ma i Ris hanno repertato numerosi elementi che potrebbero incastrare i presunti complici, come tracce di Dna trovate sui cavetti elettrici usati per uccidere i tre. Nell'ordinanza di custodia in carcere il gip sostiene infatti che Frigeri avrebbe collaborato al delitto "consentendo agli autori materiali del reato di penetrare all'interno dell'abitazione al fine di perpetrare il reato, fornendo i cavi atti a cagionare il decesso, costante collaborazione", procurando documentazione prelevata nel negozio di Azzena e "partecipando anche alla fase del tentativo di pulizia della scena del crimine". (segue)



