Siena, 23 mag. - (Adnkronos) - Ritornano in mare i "PlasticBusters" a monitorare la presenza e gli effetti delle plastiche e microplastiche nei nostri mari. I ricercatori dell'Università di Siena, nell'ambito del progetto sulla sostenibilità patrocinato dall'Onu "Med Solutions", stanno per salpare sulla barca "Mediterranea", che li porterà ad indagare il tratto di mare pugliese tra Bari e Otranto. Si parte martedì 27 maggio da Bari, con l'intento non solo di quantificare la presenza di microplastiche - i frammenti più piccoli di 5 mm che contaminano anche il plancton, vengono ingeriti ed entrano nella catena alimentare - ma con l'obiettivo più ambizioso di verificare gli effetti nocivi che i contaminanti hanno sulla salute della fauna marina e sulla qualità del pescato. "Numerosi campionamenti che abbiamo fatto negli anni passati, non ultimo quello effettuato nel mar Ligure lo scorso settembre, grazie alla collaborazione con la Marina Militare, confermano che è molto elevata la presenza delle microplastiche nel Mediterraneo, anche nella zona protetta del Santuario Pelagos", spiega la professoressa Maria Cristina Fossi, del dipartimento di Scienze fisiche, della terra e dell'ambiente dell'Università di Siena, coordinatore scientifico del progetto "PlasticBusters". "Ora l'obiettivo essenziale - continua la professoressa Fossi - è valutare gli effetti della contaminazione sui pesci e su altri organismi marini. La plastica infatti non solo danneggia fino ad ucciderli animali come le tartarughe, quando invade i loro stomaci, ma rilascia inquinanti come gli ftalati, che interagiscono a vario livello con la salute degli organismi marini. I nostri studi sulla balenottera comune hanno rappresentato un primo campanello di allarme su questo fenomeno". (segue)




