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Jannik Sinner, Simone Vagnozzi lo mette all'angolo: "Devo dire cose scomode"

mercoledì 22 aprile 2026
Jannik Sinner, Simone Vagnozzi lo mette all'angolo: "Devo dire cose scomode"

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"Io sono il rompiballe… Sono quello che deve dire le cose scomode. Il poliziotto cattivo, diciamo. Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni". Simone Vagnozzi spiega così il suo rapporto con Jannik Sinner ma anche quello con Darren Cahill, anche lui allenatore ed ex tennista. "Penso - afferma in un'intervista alla Gazzetta dello Sport - che sia stato fondamentale che tra noi non ci sia mai stato un numero uno o un numero due. All’inizio ci siamo conosciuti, poi abbiamo condiviso la stessa visione su Jannik. Abbiamo capito dove lavorare, ognuno nel proprio ambito. A volte, un po’ come nei matrimoni, è necessario fare un passo indietro per far funzionare le cose…".

Complice anche di Sinner. Lavorare con lui? Un piacere. Lontano dai campi da tennis, il numero uno è "un ragazzo di 24 anni a cui piace divertirsi, stare con gli amici, fare scherzi. Poi mette la massima serietà quando gioca, o quando si allena, ma fuori dal campo è gioioso e ama fare una vita normale".

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Il lavoro non è semplice, ma la strada finora ha portato tanti risultati: "Non esiste la bacchetta magica. Serve una visione a lungo termine. Devi pensare a che giocatore vuoi nell’arco di due o tre anni e lavorare in quella direzione. Noi ci siamo messi in gioco da subito toccando tante cose: è stato un rischio, poteva anche non andare bene. Invece, con pazienza, fatica e costanza siamo arrivati fin qui. Ma Sinner è ancora un giocatore in evoluzione, non è ancora al massimo del suo potenziale".

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