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Salute: svogliate a scuola per colpa del ferro, stop problemi con pillola

domenica 26 maggio 2013
Salute: svogliate a scuola per colpa del ferro, stop problemi con pillola

2' di lettura

Milano, 20 mag. (Adnkronos Salute) - Puntare il dito contro le giovani adolescenti svogliate a scuola e' facile. Tuttavia, alcuni genitori potrebbero tirare un sospiro di sollievo nel sapere che, con un'adeguata assunzione di ferro, la teeneger potrebbe diventare un' amante dei libri e mostrarsi piu' energica. E la pillola contraccettiva puo' aiutare. "L'anemia da carenza di ferro e' un grosso problema per le giovani", ha spiegato oggi Alessandra Graziottin, direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano, durante una conferenza stampa sulla contraccezione nel capoluogo lombardo. "Molte ragazzine -sottolinea- in questa stagione sono anemiche, deboli, non hanno concentrazione, fanno fatica. Quando siamo anemici siamo come una Ferrari senza il carburante, non riusciamo a fare, a pensare, a decidere, a concentrarci". Una mancanza di ferro che si protrae nel tempo puo' avere conseguenze molto gravi, e causare veri e propri deficit cognitivi e depressione. Senza quest'importante oligominerale "4 aree del cervello 'cardinali' per l'adolescente, vengono compromesse", spiega l'esperta: "l'ippocampo, che e' il centro della memoria, lo striato, che e' uno dei grandi centri del coordinamento del movimento, l'amigdala, che controlla le emozioni, e la corteccia prefrontale, che aiuta ad inibire l'impulsivita'. Con una riduzione di queste performance, chiaramente a scuola si va peggio, e si e' sempre meno motivati". Infatti, in ragazza persistentemente anemica a causa di flussi abbondandanti e di una dieta scorretta, avra' meno dopamina in 3 aree critiche, "le vie appetitive, con conseguente mancanza di energia e depressione (l'anemia raddoppia il rischio di depressione) ; l'area motoria, le giovani si muovono meno, sono sempre stanche; e l'area del pensiero logico lineare: questo significa minori performance cognitive" spiega Graziottin. (segue)