(Adnkronos) - Degli 11.600 percorsi totali di alternanza (erano 9.791 nell'a.s. 2011-2012), una netta maggioranza, ossia il 67,1% (7.783), sono stati realizzati negli istituti professionali e di questi 6.043 nelle classi quarta e quinta; 2.556 (il 22%) negli istituti tecnici, 903 (7,8%) nei licei e 86 (0,7%) in altri istituti; particolarmente significativo l'aumento del 41,8% dei percorsi ASL nei licei, che storicamente hanno sempre avuto minore "familiarità" rispetto allo strumento. Ai buoni risultati complessivi, però, fanno da contraltare le numerose discrepanze tra le diverse esperienze territoriali, anche in termini di quantità: a fronte dei 5.814 percorsi ASL realizzati nelle regioni del Nord (2.573 nella sola Lombardia), infatti, se ne contano meno della metà al Sud (2.069). "È necessario ripensare azioni e strumenti di ASL unitari, ad esempio fissando per ciascun percorso un numero minimo di ore (oggi sono mediamente solo 120): insomma serve un modello organizzativo comune, che dia a tutti - in termini di territori, scuole, ragazzi - le medesime opportunità" evidenzia Annella Zuccaro, ricercatrice del settore scuola lavoro di Indire. Centrata sulla didattica laboratoriale, l'alternanza scuola-lavoro mira a incentivare l'apprendimento e lo sviluppo esperienziale attivo, per fornire agli studenti, oltre alle conoscenze di base, competenze spendibili nel mercato del lavoro: dal problem solving alla capacità di orientarsi affrontando situazioni reali. È quanto emerso anche dal racconto, fatto dagli stessi studenti coinvolti, di cinque buone prassi di ASL presentate al convegno e realizzate in altrettante scuole italiane. (segue)




