(Adnkronos) - A Gastone Piccinini, nato a Trieste nel 1915 e morto a Bologna nel 1994, venne conferita la medaglia d'oro al valor militare perche', ricorda il sito dell'Anpi, "all'inizio del movimento di liberazione varcava audacemente le linee nemiche portando con se' un apparecchio radiotrasmittente, per prendere parte attiva alla lotta in territorio occupato dai nazi-fascisti". "Catturato dall'avversario - si legge ancora nella motivazione riportata dall'Anpi - riusciva ad evadere portando in salvo l'apparecchio radio, riprendeva il suo posto di radiotelegrafista addetto al servizio degli aviolanci e volontariamente partecipava anche a tutti i fatti d'arme della sua brigata partigiana, distinguendosi per ardimento e sprezzo del pericolo. Mentre in una casa di Milano trasmetteva messaggi veniva accerchiato. Per sfuggire alla cattura da parte del nemico, dopo aver distrutto l'apparecchio radio ed i cifrari ed essersi difeso sino all'ultima cartuccia, per non cadere vivo nelle mani dell'avversario, si lanciava nel vuoto dal quinto piano abbracciato al suo unico compagno gridando: 'Viva l'Italia'". "Con le membra orribilmente sfracellate e la spina dorsale fratturata - prosegue l'Anpi - ma ancora vivo, veniva raccolto dai tedeschi nella vana speranza di sapere i nomi dei suoi compagni di lotta. Il fiero silenzio da lui conservato nonostante le atroci sofferenze ed i crudeli martiri, frustrava i vani tentativi del nemico e dopo un anno di dolorosa degenza, infranta l'oppressione nazi-fascista, veniva liberato dai compagni ancora ammirati del ricordo delle sue gesta e portato a braccia con le membra inesorabilmente e per sempre spezzate e la spina dorsale lesionata, nella smagliante luce del sole d'Italia redenta".



