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Mostre: Catania 'capitale' del corallo, esposti i capolavori del XVII e XVIII secolo (4)

domenica 20 gennaio 2013
Mostre: Catania 'capitale' del corallo, esposti i capolavori del XVII e XVIII secolo (4)

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(Adnkronos) - Attorno alla natura del corallo - essere vivente e talismano dalle presunte virtu' terapeutiche e apotropaiche - sono fiorite sin dall'antichita' leggende e credenze che hanno contribuito a diffonderne l'uso non solo fra i vari ceti sociali ma anche fra popoli (come Mongoli, Indiani, Uzbeki, Yemeniti, Giapponesi) distanti dal Mediterraneo, nelle cui profondita' marine proliferano da sempre le colonie di corallo rosso. Secondo la classificazione del naturalista Linneo, infatti, il corallo e' un minuscolo animaletto che vive nelle acque del Mediterraneo e nell'Atlantico Orientale a una profondita' che varia dagli 80 ai 200 metri. Ha la forma di un fiore e si presenta con 6 o 8 tentacoli che gli servono per procacciarsi il cibo dal plancton marino. Il corpo e' un sacchetto di muscoli che secernono la sostanza calcarea che forma le foreste di corallo. Proprio le grandi barriere coralline accumulandosi nei milioni di anni, hanno formato la crosta terrestre del nostro pianeta. La pesca e la lavorazione del corallo, diffuse sin dall'antichita', hanno avuto il loro periodo di massima attivita' in Europa nel XV secolo. Le imbarcazioni utilizzate anticamente erano le "Coralline", con albero e vela latina. Al largo di Trapani e delle isole Egadi - intorno al leggendario banco corallifero di Skerki, al confine con la Tunisia, tra il XV e il XVII secolo - i corallari immersi in apnea pescavano grandi quantita' di tutte le specie di corallo: rosso e nero. Negli ultimi secoli, poi, la corsa al corallo ha messo seriamente a rischio la sopravvivenza della specie e oggi la raccolta - da parte di sommozzatori regolarmente muniti di bombole - e' regolamentata e salvaguardata in aree marine protette se non addirittura circoscritta in specifici vivai subacquei autorizzati. (segue)