Libero logo

Milano: restaurate le due torri del Museo Archeologico (4)

domenica 10 agosto 2014
Milano: restaurate le due torri del Museo Archeologico (4)

2' di lettura

(Adnkronos) - Nel giardino del Museo Archeologico, in corso Magenta 15, sono ben conservati un tratto della cinta muraria massimianea e la torre 'di Ansperto', a ventiquattro lati. Le mura continuano nei sotterranei del Museo. La presenza in città dell'imperatore Massimiano e della sua corte alla fine del III sec. d.C. modificò profondamente l'assetto della città. La costruzione della residenza imperiale e del circo determinò sicuramente lo svuotamento di alcune aree centrali della città e di conseguenza l'ampliamento dell'abitato ben oltre le mura repubblicane nel settore est, che venne circondato di nuove mura; la nuova cerchia raggiunse così un perimetro di 4.500 metri. A ovest la cinta muraria comprese parzialmente il circo di recente costruzione, che sul lato curvilineo, destinato anche a funzione difensiva, venne dotato di feritoie. Tra piazza Affari e via S. Vittore si trovano i resti del teatro, l'edificio pubblico più antico della città tardo repubblicana o augustea (metà-fine del I secolo a.C.), che testimonia l'importante momento storico in cui Milano, municipium romano dal 49 a.C., si dota di edifici pubblici, sacri e profani. A pianta semicircolare, l'edificio poteva ospitare circa 8.000 spettatori, che prendevano posto sulle gradinate sostenute da arcate e gallerie. Utilizzato per rappresentazioni teatrali, giochi, feste e riunioni, continuò a ospitare assemblee popolari fino al XII secolo, quando, in seguito alle distruzioni compiute dall'imperatore Federico Barbarossa nel 1162, se ne perse memoria. In via Morigi 2 si trovano i resti di pavimento in battuto di malta con inserti di marmo testimoniano la presenza delle domus, di cui restano tracce assai labili, che raramente e soltanto in parte consentono di ricostruire la planimetria delle case, soggette a ristrutturazioni, cambi di destinazione d'uso, distruzioni e ricostruzioni, a causa della continuità di vita della città. (segue)