Libero logo

Un cadavere, un matto locale e un macabro indizio

Il libro di un ex magistrato e un ex funzionario del Tribunale racconta l'attività investigativa alla vecchia maniera
di Alessandra Menzanimercoledì 7 gennaio 2026
Un cadavere, un matto locale e un macabro indizio

2' di lettura

È una delizia da leggere, ma anche istruttivo nel farci capire, passo dopo passo, come si conducono le indagini di omicidio. Vecchia maniera, si intende, perché qui siamo agli inizi degli anni Ottanta: non c’erano smartphone, social, cellule telefoniche. Tutto era più lento, artigianale, l’ingegno umano era fondamentale.

Si vede che Macabro Indizio è un giallo scritto da chi la giustizia la conosce davvero: gli autori sono Mario D'Onofrio e Luigi Gazzola, già magistrato il primo ed ex funzionario del Tribunale di Piacenza il secondo.

La storia - edita da Parallelo45 – parte da un cadavere di uomo trovato in un in un fosso, fattaccio che scuote la quiete di Oppida, cittadina dove non succede quasi mai nulla, immersa nella nebbia e nella pigrizia della Pianura Padana. Il nome è d’invenzione, ma è facile ritrovarci Piacenza. La narrazione parte un’indagine complessa, guidata dal giovane sostituto procuratore D’Amico, affiancato dal maresciallo Torriglia e dall’ispettore Maffi, detto Mafflowe.

Gli inquirenti analizzano gli ultimi attimi di vita della vittima, interrogano, si imbattono in uno strano tizio, un “matto locale”, percorrono l’Italia fino al Sud. Emerge poi un secondo omicidio. La stampa locale, assetata di notizie ieri come oggi, talvolta aiuta, talvolta ingarbuglia le indagini. Il romanzo, ispirato a una storia vera, è ambientato poche settimane dopo l’uccisione del generale Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, quando in molte comunità del Nord la presenza della criminalità mafiosa era ancora difficilmente riconosciuta, o non accettata, come accade agli abitanti di Oppida. Gustosi gli omaggi letterari: dalla “linea della palma” di Sciascia ai richiami culinari alla Nero Wolfe, come quei saltimbocca cucinati dalla moglie di Torriglia, cui deve rinunciare a causa della telefonata che avvisava del cadavere. Macabro Indizio non si legge, si divora. È un thriller che coinvolge e fa riflettere sul potere e sulla giustizia.