Roma, 26 apr. - (Adnkronos/Labitalia) - "Il sempre piu' forte stato di disagio dei lavoratori, dovuto alla drastica e continua perdita del potere di acquisto degli stipendi, e' ripetutamente certificato dalle organizzazioni impegnate nel monitoraggio delle variabili economiche di sistema, come e' avvenuto ieri da parte dell'Ocse nel suo rapporto sul cuneo fiscale, che pone il nostro Paese dietro a Spagna e Irlanda e a tutti i principali paesi europei nella classifica dei salari medi". Lo dichiara il segretario generale della Federazione Confsal-Unsa, Massimo Battaglia. "Cresce ancora la forbice tra inflazione e salari -aggiunge Battaglia- fermi per il blocco del contratto, toccando il livello piu' alto dall'agosto 1995. Una volta il dipendente pubblico faceva parte della fascia sociale'media'; oggi l'effetto combinato del blocco contrattuale, dell'aumento del costo della vita,della paurosa pressione fiscale, rende i lavoratori pubblici una fascia a rischio". Per stimolare la crescita del paese, sottolinea Battaglia e' urgente il "sostegno alle famiglie in difficolta' e favorire la loro capacita' di spesa, unica condizione per rilanciare seriamente l'economia". "Cio' significa -conclude- intervenire sugli stipendi e sulla fiscalita'. Chiediamo pertanto due fondamentali misure: rinnovare il contratto nel pubblico impiego scaduto il 31 dicembre 2009 e alleggerire la pressione fiscale in particolar modo per le categorie che piu' stanno soffrendo la crisi."




