Venezia, 16 mag. (Adnkronos) "Con l'Imu la misura e' colma". Il presidente di Confcommercio Veneto, Massimo Zanon non ha dubbi e sottolinea: "Confcommercio Veneto lancia un monito ai Comuni sulla definizione del prelievo fiscale legato all'Imu, che in base alle nove disposizioni dovra' essere versata in giugno, chiediamo che vengano adottati indici minimi, consoni alla congiuntura economica attuale". In base ai dati in suo possesso, Confcommercio stima che per un bar di 65mq, la differenza fra Ici 2011 (spesa complessiva di euro 380,80) e Imu 2012 potra' variare dai 288 ai 552 euro, a seconda che venga applicata l'aliquota minima o quella massima. Ancora piu' marcata risulta la differenza per un negozio di 180mq che nel 2011 ha dovuto versare 1.094,80 euro. In questo caso, l'aliquota del 7,6 mille comportera' il versamento di 1.922,80 euro (+828 sul 2011), mentre il tetto massimo dell'imposta portera' un esborso di 2.681,80 euro, ovvero 1.587,00 euro in piu' rispetto al precedente. "Si rischia un effetto devastante, fatto di chiusure di attivita' e conseguente disoccupazione - aggiunge il presidente di Confcommercio Veneto - La situazione e' tanto piu' grave se si tiene conto che la gran parte delle nostre imprese e' a conduzione familiare e che nessun ammortizzatore sociale potra' mai alleviare, anche se momentaneamente, la condizione degli imprenditori che si trovano improvvisamente in mezzo a una strada, con tutta la sua famiglia. Perche' per loro, di ammortizzatori, non ce ne sono".




