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Governo, Padoan: "Serve rigore per avere i conti in regola"

Ignazio Stagno
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Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan parla dal forum di Confcommercio a Cernobbio e manda un messaggio a Renzi: "Crescita sì, ma con i conti a posto". Un richiamo al rigore quello del titolare di via XX settembre che rischia di mandare in fumo i progetti del premier: "Non abbiamo alternative. Dobbiamo crescere, recuperare competitività, creare buona occupazione, senza mettere a rischio i conti pubblici. La stabilità di bilancio - ribadisce - è condizione indispensabile per permettere lo sviluppo futuro del paese. La strategia di politica economica del governo si basa sul rafforzamento del processo di consolidamento dei conti pubblici". "Signor no" - Padoan poi sottolinea: "il ministro dell'Economia è tradizionalmente il 'signor no'. Sto imparando il mestiere, spero anche a schiacciare i bottoni. Credo tuttavia che il vocabolario di un ministro debba essere più ampio di questa singola parola". Nel secondo trimestre del 2013 , aggiunge Padoan, ci sono stati dei miglioramenti ma "il quadro congiunturale è fragile e ancora esposto a molti rischi". Le riforme - Tra questi il fatto che il 30% della popolazione italiana è a rischio di disagio sociale, una quota che nel 2008 era del 25,3%, contro una media europea inferiore al 25%. "Il problema del patto di stabilità interno, e le sue distorsioni - prosegue il responsabile di via XX Settembre - sono all'esame del Governo, anche se sappiamo che ci saranno dei costi aggiunti". Le misure messe in atto da Palazzo Chigi "hanno un orizzonte temporale di medio periodo. Non ha senso pensare a riforme che non abbiano questo orizzonte temporale", ha concluso il ministro. 

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